Rossella Anitori e Darel Di Gregorio, voi siete registi del film Il Tempo delle api, che state presentando in questi giorni, di che tratta il film?
RA: E’ la storia di due giovani apicoltori che decidono di sperimentare un’apicoltura naturale. Li abbiamo seguiti per tre anni in un casale di campagna, dove i protagonisti insieme ad un gruppo di ragazzi hanno scelto di vivere insieme. Il documentario è la storia di un’amicizia messa alla prova dall’esito incerto di un esperimento pionieristico.

Che significato ha il titolo?

RA: Il tempo delle api si riferisce da un lato alla riflessione che i tempi della natura spesso non coincidono con quelli dettati dalle leggi del mercato, dall’altro a caratterizzare quegli anni in cui Mauro e Valerio hanno vissuto insieme e condiviso un progetto prima di prendere strade diverse.

Dove verrà distribuito il film?
DDG: Prima ci rivolgeremo al circuito dei festival nazionali e internazionali e poi alla distribuzione in sala affiancata dalla quella sul web.

Che significato ha per voi fare cinema?

RA: Per noi fare cinema è un grande opportunità per emozionarsi e vivere per qualche istante un’altra vita, diversa dal vissuto quotidiano ma, come un frattale, strettamente connessa anche alla nostra storia.

Dove ha preso le idee per fare il film? C’è attendenza alla realtà?

DDG: E’ tutto vero nel significato più stretto del termine, abbiamo vissuto per tre anni insieme ai protagonisti del film e condiviso gioie e dolori per poter filmare una storia che fosse il più possibile autentica.
RA: Nella fase del montaggio abbiamo invece fatto qualche intervento rispetto a come si è svolta la realmente tutta la vicenda per aumentarne l’efficacia narrativa e la fruibilità da parte del pubblico.

Che cosa vi piace più delle api?
DDG: L’operosità e la capacità se necessario di prendere tutto e ricominciare da un altra parte in brevissimo tempo.

Cosa le trasmette la vita delle api, quando le guarda, cosa le ricordano?
RA: L’estemporaneità del tutto.

Le piacciono gli animali?
DDG Si, molto. Perché si comportano in maniera insensata.

Cosa ne pensi della tratta degli animali?
RA: Prima c’era quella degli uomini e c’è voluto del tempo prima che fosse abolita come pratica, almeno ufficialmente. Probabilmente ce ne vorrà ancora altro prima di riconoscere anche gli altri animali come parte del tutto. “La natura non è un luogo da visitare. E’ casa nostra”, diceva Gary Snyder.

Il suo film preferito?Le piacciono film come Il profumo del mosto selvatico, che magari sono più “campagnoli”?
RA: Big Fish, Dersu Uzala.
DDG: Il Profumo del mosto selvatico? Bellissimo.

Dia qualche consiglio, quando si va in campagna, quale è la prima cosa che si deve fare?
DDG: Fare amicizia col vicinato.

Quali sono gli attori che recitano nel film?

RA: Non ci sono attori, ognuno è interprete di se stesso.

Di cosa vi occupate di bello in questo periodo?
RA: Ricerche per il prossimo progetto.

Quali sonoi progetti che avete in cantiere?
DDG: Diversi progetti in cantiere tra cui uno proprio sugli animali domestici e di come si è trasformato il rapporto soprattuto con i cani e i gatti. Ad ogni modo molto dipenderà dall’esito de Il tempo delle api che rappresenta il nostro esordio alla regia con un lungometraggio e speriamo che sarà un buon biglietto da visita per un produttore che ci aiuti in futuro nell’impresa economica che è fare un film.

Il vostro libro preferito?

RA: 100 anni di solitudine.
DDG: Il mondo fino a ieri.

Dove potremmo vedere il film?
RA: Per chi partecipa al crowdfunding sarà possibile vedere il film anteprima prima dell’uscita ufficiale in sala.