Dieci anni di carriera. Quasi undici per la verità. Da Sanremo Giovani nel 2006 come componente degli Ameba 4 (nel gruppo c’era anche un certo Ermal Meta…) alla carriera da solista. E’ Luca Giura (per tutti Molla) al suo secondo album da solista. Dopo il successo di Prendi fiato, ecco 365. Come i giorni di un anno, magari non questo bisestile in tutti gli aspetti, tranne che per Molla (fortunatamente). Il 2016 è tutto racchiuso nella manine di Nina (la sua splendida bambina, di pochissimi mesi)

Come si sente Molla umanamente?

Al massimo! Mi sento davvero completo, realizzato. Dicono che il matrimonio rappresenti il cambiamento radicale nella vita. Un figlio invece te la sconvolge proprio. I primi due mesi ho fatto “l’assistente” di mia moglie tra poppate, giochi e…pannolini. Diventare padre, oltre a tutte le gioie, mi ha fatto capire il valore della parola: pazienza. Sono diventato paziente anch’io. E per uno abituato a vivere sempre a tremila, non è facile.

L’hai già portata a qualche tua data?

Certo, con le cuffie ascoltava i miei pezzi. Sembra che prediliga 365 e quelli con un groove più marcato. Ama i Beatles, Penny Lane su tutte. Ma il nostro vero spasso sono le filastrocche che ogni sera invento per lei.

Un papà al settimo cielo. E il cantante cosa ne pensa?

Siamo felicissimi tutti e due. Devo ancora capire bene il meccanismo di certe logiche del mainstream, dei passaggi radiofonici. Ma la mia carriera è tutto un work in progress. Una marea di fattori che si sommano e che diventano bagaglio di vita. Dalla partecipazione al Premio Tenco alla vittoria nel Premio Cantautori Bitonto Suite passando per le serate in piazza con Radio Deejay. Pezzo dopo pezzo mi sto costruendo. Non mi basta mai e non mi faccio mancare nulla.

Dove vuoi arrivare e soprattutto come?

Di strade ce ne sono tante, anche i talent per esempio: canti un pezzo e la mattina dopo hai tremila follower. Ma non è quella la mia strada. Sono un ragazzo partito dalla Puglia, legatissimo alla sua terra e ai suoi amici. Non puoi capire il dispiacere che ho provato quando ho visto che al posto della nostra sala prove dove abbiamo sudato, suonato, scritto pezzi ora c’è una lavanderia. Ognuno ha la sua arte, ma mi si è stretto il cuore.

Nel tuo nuovo lavoro ogni brano potrebbe diventare un singolo. Il tuo preferito?

Penso sia Lì. E’ la traccia sette del disco. Il numero non è stato scelto a caso;dopo attente osservazioni fatte leggendo e ascoltando le tracklist degli album dei grandi cantanti italiani, ho avuto quasi la conferma che in quella traccia tutti “nascondano” qualcosa di loro. Un ricordo, un’emozione particolare. E in quel brano c’è una fortissima componente di me.

Sette è anche il numero portafortuna di Pippo Baudo. Voglia di tornare a Sanremo?

Spero che almeno un’ultima edizione gliela facciano presentare. Lui ha una cultura musicale pazzesca. Qualora lui tornasse al timone del Festival, mi candiderei subito!

Che musica ascolta Molla?

Il mio mito assoluto è Jovanotti. Lo seguo dagli esordi e ho apprezzato tutti i suoi cambiamenti. Da La mia moto ai brani scritti per la bambina (Teresa, ormai maggiorenne n.d.r.). Credo che sarà sempre il mio punto di riferimento. Dei nuovi adoro Brunori Sas, Dimartino, Dente. Tutti artisti che non hanno pezzi in radio ma che non si sputtanano e vanno avanti con la loro musica riscuotendo sempre enorme successo.

Il tour prosegue o è previsto un nuovo pitstop?

Sono perennemente in concerto. Insieme all’inseparabile Giandomenico Colonna (per tutti Giando) continueremo a viaggiare lungo lo stivale in macchina.

Il nuovo singolo è Senza distanza e se la radio continuerà a suonare Baglioni mentre lui scriverà canzoni (come da sua citazione) di Molla ne sentiremo parlare!

 

@100CentoGradi