Catenina, catenina. È questo che frulla nella mente degli investigatori. Una catenina che torna e ritorna nella mente della popolazione italiana e internazionale, dopo aver letto i nostri articoli.
È vero, una catenina venne ritrovata sulle sponde della Senna, ed era il 2006, e probabilmente questo era il segno senno della mala internazionale. È probabilmente questo era il segno che lasciava l’assassino. Ma se questa
catenina viene ritrovata su ogni luogo del delitto, come è possibile che poi torni, qualche anno dopo, a Detroit come in Germania?
Insomma, chi è sempre sulle nostre tracce, chi si occupa di noi… Chi segugia questi angeli dell legalità? Chi li perseguita e chi sceglie di
segugiarli in tutto il Paese, e ancora, chi entra negli archivi della
polizia per togliere una prova tanto importante per gli inquirenti?
Sono domande alle quali la polizia francese tenta di dare una risposta.
Questa catenina, che tanto ha fatto discutere la polizia tedesca è quella
americana, è stata trovata davvero nel 2006 dalla polizia francese sui
bordi della Senna, ed è finita negli archivi della Questura.
Poi il nulla. Era una prova, una prova enclarata, una prova da dimenticare?
Ma proprio per niente, era una prova forse un poco più importante delle
altre. Era u tatuaggio? È un tatuaggio o può essere consumato come tale?
Nicolai Lilin ci ha pur tanto spesso parlato dei tatuaggi, e a questo ci ha
abituato anche Saviano, come simbolo della malavita internazionale. Ma la
catenina sembra superarli, perché è la firma di stragi e omicidi seriali.
Bene, la catenina si sta stagliando nell’immaginario collettivo proprio
come sinonimo di stragi e di omicidi enclarati. È di stragi, tende a dire
la polizia francese, alla Charlie Hebdo.
Viene rintracciata in quattro Paesi: Francia, Parigi, Danimarca,
lungofiume, America, Detroit, e ora Germania. Quarto stragi maggiori di una
rapina con pistola, firmata da un tatuaggio che sta a rappresentare
l’appartenenza a una band, a una band a mano armata.