Un discorso dedicato alla pace, con parole rivolte alla Siria, alla Terra Santa e ancora alla Libia, all’Iraq, allo Yemen, “dove le popolazioni patiscono la guerra ed efferate azioni terroristiche”. Così Papa Francesco si è rivolto alla folla di 40 mila persone in piazza San Pietro (secondo le stime della gendarmeria vaticana), dove sono state rafforzate le misure di sicurezza e ai milioni che hanno seguito in televisione e radio la benedizione Urbi et Orbi e il Messaggio di Natale.”Un bambino è nato per noi. Oggi questo annuncio percorre tutta la terra e vuole raggiungere tutti i popoli, specialmente quelli feriti dalla guerra e da aspri conflitti e che sentono più forte il desiderio della pace”. E ha inoltre invitato tutti a riscoprire il senso vero del Natale: “Questa mondanità ci ha preso in ostaggio il Natale, bisogna liberarlo”, ha detto.

Un pensiero anche ai profughi, migranti e rifugiati, vittime della tratta, “popoli che soffrono per le ambizioni economiche di pochi e l’avida ingordigia del dio denaro”, e chi patisce “le conseguenze dei terremoti”.

Il Papa secondo la tradizione ha concesso l’indulgenza plenaria. Come sempre l’«Urbi et Orbi» è stato preceduto e concluso dall’esecuzione degli inni da parte delle bande della Gendarmeria e dei diversi corpi italiani.