Poco dopo le 22 sono stati trovati i corpi di Aurora, 8 anni e della mamma Deborah. Sono le vittime dell’esplosione della palazzina ad Acilia, nel quadrante sud-ovest di Roma. Le operazioni di recupero si sono rivelate particolarmente difficili: i vigili del fuoco sono stati costretti a rimuovere un solaio crollato in gran parte intero fino al pavimento del pianterreno. Il marito (Massimo Ramacci) e l’altro figlio della coppia, Lorenzo di 15 anni, non erano in casa al momento dell’esplosione. Quest’ultimo è stato letteralmente miracolato: era appena uscito di casa per comprare del pane. Salvi, anche se feriti, i due zii della piccola (Ezio Catinari, fratello di Deborah e sua moglie Silvana Scipioni di 68 anni)

Secondo i primi accertamenti la causa dell’esplosione sarebbe da ricondurre a una fuga di gas sviluppatasi nell’abitazione di una famiglia di immigrati cingalesi, non presenti in casa. Avrebbero usato le bombole come riscaldamento e per cucinare, scatenando una reazione a catena con l’ossigeno di un vicino studio dentistico (andato anch’esso distrutto)