Lavoro, migranti, riforme, politica estera, povertà: sono tanti i temi toccati dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni nella tradizionale conferenza stampa di fine anno, che si è svolta nell’aula dei gruppo parlamentari ala Camera.

«Dobbiamo essere consapevoli che il completamento delle riforme non è un puntiglio o una rivendicazione di continuità ma una esigenza del Paese» perché «fa bene all’economia, alla crescita e alla semplicità del Paese. È un lavoro che dobbiamo continuare a fare» ha spiegato il capo del Governo.

Ecco i temi, con i passi salienti, trattati dal neo premier

A PALAZZO CHIGI 15 GIORNI

Sono stati giorni molto impegnativi per me, ma anche entusiasmanti perché, per chi fa il mio lavoro, servire istituzioni è appassionante. Il governo nasce all’indomani delle dimissioni di Matteo Renzi provocate dalla sconfitta referendaria. Quel risultato non si cancella e noi lo abbiamo ben presente, ma non deve cancellarsi anche il lavoro che ha fatto il governo Renzi. Cancellarlo o relegarlo nell’oblio sarebbe un errore. Intanto via libera del Consiglio dei Ministri al decreto Milleproroghe, il consueto provvedimento di fine anno. All’odg anche la nomina dei sottosegretari e dei viceministri del governo. 

TERRORISMO
Nell’era della sfida del terrorismo l’Italia deve essere fiera, avendo garantito livelli di sicurezza in momenti complicati, come per il Giubileo, quando sulla copertina della rivista del Daesh appariva la cupola di San Pietro. Fortuna? Certo, ma c’è stato anche il lavoro degli apparati e degli organi dello Stato. 
TERREMOTO
La ricostruzione delle zone terremotate è la priorità dell’azione del governo. Il susseguirsi della scosse successive non ci ha fatto rendere conto della gravità e dell’estensione del terremoto che non ha precedenti recenti. Adesso c’è la fase più difficile e che oltre ad Amatrice, Accumoli, Arquata e ai centri più danneggiati c’è il cratere allargato che coinvolge centinaia di migliaia di persone. C’è il problema del lavoro, della ricostruzione, dell’agibilità dei centri abitati e saranno le nostre priorità
RIFORME
Il governo proseguirà la strada delle riforme: non abbiamo finito e soprattutto non abbiamo scherzato. Il percorso delle riforme, per il tempo che avremo a disposizione per lavorare, andrà avanti e questo non è un mio puntiglio, ma la continuità serve al Paese.
 

PIL

L’economia è cresciuta, seppur a un tasso che vorremmo più elevato

RUSSIA
Sul punto delle centralità del Mediterraneo noi dovremo cercare di utilizzare la presidenza del G7 perché da mare nostrum non diventi mare nullius e poi dovremo cercare di usare la presidenza del G7 per contribuire a relazioni diverse con la Russia. L’Italia può svolgere un ruolo in questo. Si tratta di togliere, se ci sono, idee di ritorno a cornici ideologiche tipiche della guerra fredda che non hanno alcun senso nella situazione attuale
 

LEGGE ELETTORALE

Per questo riguarda la legge elettorale, più che dire quello che faremo, insisteremo su quello che non faremo: una proposta di legge elettorale del governo. Penso sia adeguato al clima politico del Paese che la legge elettorale venga da un confronto tra i gruppi politici e i partiti in Parlamento. Naturalmente il governo, anche tramite il ministro dei Rapporti con il Parlamento, farà la propria parte per facilitare questo dialogo. Tuttavia il governo non mancherà, se la situazione andasse troppo per le lunghe, di ricordare che un sistema democratico deve avere delle norme elettorali pienamente funzionanti e utilizzabili

 

BANCHE

Il decreto legge salva risparmio può essere oggetto di discussione con l’Ue ma non è nulla che metta in qualche modo in discussione la tranquillità e la rilevanza del nostro intervento. Ci sarà una dialettica sul percorso di risanamento, previsto dal piano industriale ma abbiamo fatto, a mio parere, il giusto e sicuramente il necessario. La continuità della squadra, che abbiamo appena deciso con la conferma in larga parte anche dei sottosegretari è considerata da alcuni un limite. Accetto la critica ma rivendico la continuità sul piano politico

Nella riunione del Consiglio dei ministri, il governo ha nominato 41 sottosegretari. Poche le novità: oltre alla rinuncia del verdiniano Enrico Zanetti c’è il passaggio, dal ministero dell’Istruzione a quello della Salute di Davide Faraone. Percorso inverso, invece, per Vito De Filippo che arriva al dicastero guidato da Valeria Fedeli. Esce anche il sottosegretario Tommaso Nannicini. La sottosegreteria alla presidenza del Consiglio, con funzioni di segretaria del Consiglio dei ministri, è come già annunciato nei giorni scorsi, in capo a Maria Elena Boschi.

Presidenza del Consiglio Maria Teresa Amici, Gianclaudio Bressa, Sandro Gozi, Luciano Pizzetti, Angelo Rughetti

Affari esteri e cooperazione internazionale Vincenzo Amendola, Benedetto Della Vedova, Mario Giro (viceministro).

Interno Gianpiero Bocci, Filippo Bubbico (viceministro), Domenico Manzione

Giustizia Federica Chiavaroli, Cosimo Maria Ferri, Gennaro Migliore

Difesa Gioacchino Alfano, Domenico Rossi

Economia e finanze Pier Paolo Baretta, Luigi Casero, Paola De Micheli, Enrico Morando

Sviluppo economico Teresa Bellanova, Antonio Gentile, Antonello Giacomelli, Ivan Scalfarotto.

Politiche agricole, alimentari e forestali Giuseppe Castiglione, Andrea Olivero

Ambiente e tutela del territorio e del mare Barbara Degani, Silvia Velo

Infrastrutture e trasporti Umberto Del Basso De Caro, Riccardo Nencini, Simona Vicari

Lavoro e politiche sociali Franca Biondelli, Luigi Bobba, Massimo Cassano

Istruzione, università e ricerca Vito De Filippo, Angela D’Onghia, Gabriele Toccafondi

Beni e attività culturali e turismo Dorina Bianchi, Ilaria Borletti Buitoni, Antimo Cesaro

Salute Davide Faraone.