L’ultimo sbarco di fine anno, subito dopo la “stretta” del ministro dell’interno Marco Minniti è avvenuto la scorsa notte in Puglia. Infreddoliti ma salvi i 169 migranti di nazionalità pachistana, afghana e indiana sbarcati la nei pressi della scogliera di Marina Serra, località costiera del comune di Tricase (Lecce)
La barca in ferro lunga 15 metri carica di migranti sarebbe partita dalla Turchia e ha attraversato il canale d’Otranto. Tra loro 20 bambini e 10 donne. Le persone a bordo sono state minacciate e fatte scendere, nonostante il peschereccio riuscisse soltanto ad avvicinarsi agli scogli e non ad attraccare in un posto sicuro. Uno a uno si sono buttati giù: uomini, donne e una ventina di bambini, tra i quali anche alcuni neonati. Quando i carabinieri li hanno rintracciati avevano i vestiti inzuppati: alcuni avevano gli arti paralizzati dal freddo, altri lamentavano malori determinati dalla traversata, una donna problemi legati alla gravidanza. Intorno alle 2 è scattato il piano della prefettura di Lecce, con l’arrivo della Croce rossa nel porto di Tricase che ha messo a disposizione i mezzi per ricoverare i migranti in attesa del trasferimento nelle strutture di accoglienza. Immediatamente è scattata la macchina dei soccorsi che ha visto in prima linea gli uomini della Capitaneria di Porto di Gallipoli, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, il 118 e la Croce Rossa Italiana. Una volta rifocillati, i migranti sono stati temporaneamente condotti presso il centro Don Tonino Bello di Otranto e nel palazzetto dello sport di Galatina, in attesa di essere smistati in altri comuni italiani.