Buona Befana, si’, ma senza babbo Natale. Senza Babbo Natale che ti spara se esci dalla porta di casa, senza Babbo Natale che ti spara se esci dalla discoteca a fumare una sigaretta (“Siamo polizia cecena, gli avrebbero detto, che stai facendo?”, “Stavo solo fumando una sigaretta”, gli avrebbe risposto il ragazzo che, furtivo, si allontanava in preda al panico quando, uno di questi uomini in giacca e cravatta, e vestito di tutto punto, lo stava avvicinando per salvargli la vita. Ecco cosa fa, il killer malvagio, ti lascia sfrugugliare via via che te ne stai andando e ti lascia intravedere la morte, e ti lascia intravedere che tutto è perso, che tutto è andato, che tutto ti si sta scagliando contro. In quel caso, però, il killer non è in giacca e cravatta ma attraversa il deserto per ucciderti. Veniva da Dakar, uno di questi Babbo Natale impettiti, e veniva da Dakar per dirci che non tutto era perduto, che non tutto era buttato, ma che tutto era scivolato via.
Hanno urlato “Scharia”, questi Babbi Natali imperterriti, quando sono entrati nel locale con le armi rivolte contro quei meravigliosi studenti. Che poi, diciamocela tutta, ma vi sono proprio nuovi questo babbo Natale?
Oppure, frugando nella vostra memoria, non vi ricordate anche voi di questi babbi natali “ingialliti”, ingialliti dall’odio che portano in seno, girovagare con le città con quel qualcosa che spunta dalla giacca e che non si sa cosa sia? “Ha qualcosa che gli spunta dalla giacca”, avrebbe detto un’elegantr signora di Berlino.
Ecco tutto, dicono i giovani turchi, noi di queste rappresaglie abbiamo paura. Siamo spaventati e vogliamo saperne di più. Questo è saperne di più, è andare a fondo della questione. Giovani turchi, resistete, a presto le rappresaglie.