Sandrine Bakayoko aveva 25 anni e veniva dalla Costa d’Avorio. Era in attesa di una risposta alla domanda di asilo politico e si trovava nel Centro di prima accoglienza di Cona, in provincia di Venezia. Ieri la ragazza si è sentita male. Secondo il racconto degli altri migranti la donna è svenuta in bagno intorno alle 8 del mattino, ma i soccorsi sono arrivati solo intorno alle 14 e per lei non c’è più stato niente da fare. È stato questo il motivo scatenante della protesta che, fino a tarda notte, ha tenuto impegnati Carabinieri e Polizia intervenuti per liberare i 25 operatori (tra cui due medici e un’infermiera) “sequestrati” all’interno del centro. I sanitari intervenuti sul posto fanno sapere che l’ambulanza è partita immediatamente dopo la richiesta di intervento. La giovane ivoriana è stata trovata in stato di incoscienza e, nonostante i tentativi di rianimarle, è arrivata morta al pronto soccorso. A questo punto la situazione è degenerata. I migranti (nella struttura, un ex base missilistica, sono circa un migliaio) hanno dato fuoco a mobili e oggetti e anno iniziato a colpire con bastoni e spranghe i container che ospitano gli uffici. Gli operatori hanno così deciso di chiudersi dentro e sono stati liberati solo a tarda notte.

All’indomani dell’accaduto, Matteo Salvini non ha perso occasione di pontificare: “Rivolta degli immigrati nel centro di accoglienza di Cona, con mobili dati alle fiamme e operatori della cooperativa, medici e infermieri sequestrati tutta la notte, e i loro container assediati a sprangate.

La rivolta si è conclusa poco fa. In Bulgaria a novembre, dopo un episodio simile, centinaia di ‘richiedenti asilo’ violenti sono stati espulsi. In italia invece a questa gentaglia non succederà nulla. Quando sarò al governo, espulsioni di massa, chiusura dei centri e navi della marina militare che, dopo aver soccorso tutti, li riportano indietro. Basta, il 2017 sarà l’anno della riscossa”.