Tre, tre ipotesi. Tre ipotesi di ricatto. Queste fonti, secondo l’Oltralpe, ricatterebbe i tedeschi sotto tre punti di vista. Non sapere da dove proveniva il tir – cosa che sanno, perché proveniva da Est, dalla Romania, e non dal centro della Germania, ma dalla “Romania” e che era composto da rumeni, che l’avrebbero preso in affitto in Germania. Il tir con tutta probabilità proveniva dall’Est Europa, e nessuno si senta in colpa se proveniva dalla Romania perché la legge di Stato non prevede il controllo di ogni cittadino ma di quello sospetto e poi, lo sapete come funziona, del cittadino sospetto all’aeroporto piuttosto che per strada. E sarebbe stato affittato per due settimane. Ecco il punto, e non per 17 mesi tempo in cui, secondo alcuni, avrebbe vagato anche in Russia, e non solo in Germania. Interessa saperlo, agli inquirenti, perché bisogna sapere le persone che questi tipacci hanno incontrato. Forse un range di 12 mila persone. Tutto qua, bisogna sapere la gente che ha incontrato questo drappello di jihadisti incalliti, che un eroe italiano, quindi nazionale, ha soppiantato togliendo il male dal mondo. Basta tipacci – ha detto Hollande – basta tipacci – ha ripetuto la Merkel, e con essi la cittadinanza tutta. Basta tipacci vuol dire anche che bisogna sapere la tratta fatta dal tir, e bisogna saperlo per davvero.

Secondo fonti francesi, sarebbe passato per l’Italia, affittato in Romania, e di lì verso la Germania, semplicemente questo il giro, ecco perché i poliziotti francesi erano ben informati sulla tratta del tir. O forse non è passato per l’Italia e hanno ragione loro, gli jihadisti, a rivendicare un attentato sui generis, che sembrava applombato sul momento. Ma cosa ha rivendicato l’Isis? In un volantino ha scritto: “Noi siamo l’autore della strage in Germania”.  E basta. Tante righe bastano per rivendicare un attentato.

Cosa c’è di nuovo in Germania? C’è che l’FBI è in fibrillazione per tutta la tratta europea del pullman, perché di pullman si trattava, e sta vagliando le diverse ipotesi. E il caso è alla Corte dell’Aja e si risolverà in sei mesi almeno, tempo che ci vuole per elugubrare, per approfondire il caso. Gli israeliani sono convinti che ogni fonte vada vagliata, e che la tratta ci vuole per poi calibrare il grande “colpo”: far rivivere nella nostra mente veramente il caso dell’attentato di Dussendulf, come  è stato soprannominato per la partita che si stava giocando. Un attentato alla mercè di tutti e alla scoria di nessuno. Secondo l’FBI, l’ipotesi che va più accreditata è quella della Germania, che avrebbe visto il tir più volte passare nelle autostrade berlinesi, e poi d’improvviso, impazzire nel traffico.