Si dimette il direttore per l’offerta informativa della Rai, Carlo Verdelli. La conferma arriva da fonti interne all’azienda. Nella giornata di oggi si era riunito informalmente il cda della Rai, che aveva proseguito l’esame del piano predisposto da Verdelli per l’informazione del servizio pubblico e di fronte alla contrarietà di alcuni membri del cda, era stata decisa una “rivisitazione” del piano.

“Mi sono dimesso, sto preparando la lettera, molto breve, con cui comunico la mia decisione al direttore generale”, avrebbe detto Verdelli all’agenzia di stampa Agi rompendo gli indugi e riferendo di aver preso atto di quanto emerso oggi in Cda, dove nei fatti è stato demolito e cancellato il suo progetto di riforma del sistema informazione in Rai. “Non posso continuare a lavorare a qualcosa e in una realtà dove il mio sforzo non trova riscontri”, aggiunge. Dimissioni irrevocabili dunque? “Nella mia vita se c’è una cosa certa è la coerenza, l’onestà intellettuale”.

Il consigliere di amministrazione, Guelfo Guelfi, smonta la ricostruzione di chi parla di piano accantonato. “Nel cda – afferma – c’è una componente che osteggia il piano-Verdelli ma la discussione è stata presa in mano dal dg che assume la titolarità dell’argomento e prevede una revisione a partire dalla gerarchia delle forme attuative del piano. Il deputato del Pd e membro della Commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, commenta: “Adesso chiedano scusa in prima battuta agli italiani per non aver applicato il piano Gubitosi e fatto perdere un risparmio di 70 milioni in un anno garantendo efficienza e dinamismo”.

E in una nota, il membro della commissione di Vigilanza sulla Rai Salvatore Margiotta commenta così: “Dimissioni ampiamente attese e preventivate. Chi, come me, non ha mai fatto sconti a Carlo Verdelli, trova però ingeneroso, opportunista e persino ingenuo, pensare che ci si scarichi da ogni responsabilità addossandole a lui. Per me non esiste il Piano Verdelli: nella precedente stagione, il piano editoriale si chiamava ‘piano Gubitosi’ e non con il nome dei consulenti. Se dopo un anno e mezzo, cioè metà mandato del Dg Campo Dell’Orto – aggiunge Margiotta – si conclude così la stagione Verdelli, non è certo soltanto lui a dovere pagare conto di un fallimento annunciato”.

“Altro atto del conflitto aperto all’interno dei vertici Rai. Tutto sulla pelle della Rai Servizio Pubblico. Siamo ormai a metà mandato e questo vertice non ha prodotto alcun piano di riforma. Ha solo demolito quelli esistenti e anche quelli che ha commissionato”, sottolinea l’Usigrai. “Siamo ormai in emergenza. Chiediamo un intervento urgente – continua il sindacato dei giornalisti della tv pubblica – alle istituzioni e alle autorità di vigilanza e garanzia, che auspichiamo di incontrare presto”.

“Questa vicenda non può chiudersi qui – aggiunge il sindacato – La censura Anac, la sanzione per comportamento antisindacale, ora le dimissioni di Verdelli: il vertice Rai deve render conto con urgenza di scelte disastrose. Anche perché non è credibile che il dg non fosse a conoscenza della linea scelta dal direttore editoriale. Non assisteremo in silenzio alla delegittimazione della Rai causata da un vertice inadeguato”.