Germania, Francia, Inghilterra, quali saranno le prossime mosse dell’Isis? E’ presto detto, saranno quelle di aggredire gli asili e fare man bassa dei nostri liceali. Dei nostri liceali così come hanno fatto man bassa dei liceali curdi, mentre erano in Turchia. Turchia, così lontana eppure così vicina, visto che tutti lo dimenticano ma occorre ricordarlo che fa parte dell’Unione Europea. Forse abbiamo abbassato la guardia, noi dell’Anti Isis, visto che in un mese ci sono stati due attentati? Speriamo di no, speriamo che l’Anti Isis non abbia abbassato la guardia mai, visto che anche i liceali si chiedono in fretta, nelle scuole: “Quando finirà una guerra che ci sta sterminando la vecchietta, che aspetta il pullman alla fermata”. Proprio così, una di quelle dodici vittime è una vecchietta che stazionava alla fermata del tram e della metro, e che ha fatto in fretta a rimanere viva perché si è scansata di un attimo e non ha preso il Tir in viso. Proprio in tempo per non morire. Proprio in tempo per rimanere viva. Si è scansata e dorme accanto al letto in cui dorme l’Fbi tedesco, che la tiene a riguardo. Fortunatamente, l’Isis non se la prende con i liceali ma con le loro madri, e con le loro nonne, e capisce ancora una volta di aver perso la guerra. Una guerra scempiata. Quando, la mattina dell’attentato, hanno detto alla radio della Gestapo tedesca che aveano preso l’attentatore, tutta la Germania ha esultato, ha esultato perché erano le due di notte e tutti erano intenti a sapere le ultime notizie: prendere un tedesco è come prendere un protagonista di uno Stato minore. Un pensiero va anche alle vittime della Turchia, quei ragazzi, giovani tra i 30 e i 40 anni, che hanno perso la vita. Quanti mamma e papà non vedremmo ritornare? Per fortuna, anche qui nessun orfano, nessun orfano che possa reclamare il padre. Per fortuna, altrimenti ciascuna battaglia sarebbe persa. E ciascuna battaglia sarebbe persa per davvero, e fino in fondo. Pensiamo alle vittime della Turchia, pensiamo alle vittime della Slovenia, pensiamo alle vittime di Londra e a quelle del Belgio. Sono davvero cani arrabbiati, queste persone, contro l’Europa tutta. E ci vogliono sclerotizzare le membra a suon di paura e di terrore. Stavano analizzando, in Germania, i tipi da manicomio, per vedere – ma lo stavano facendo veramente – se ci fosse qualche pazzo fuoriuscito dal manicomio in preda al panico, che andava ammazzando le persone. E si sono trovati davanti a una strage. Tutto qua, si sono trovati davanti a una strage senza precedenti. Che facevano questi ragazzi tra i 30 e i 40 anni? Erano tutti disoccupati, come tutti (e qui un filo di ironia si mantiene). E facevano le marchette ai locali per vendere qualche biglietto. Erano pr, nella stragrande maggioranza, e vendevano biglietti all’entrata dei locali. Erano pr e vendevano magliette per accogliere gente dentro i locali.

Erano pr e volevano sfondare il mondo a colpi di musica. Ora sono gli angeli che vegliano sull’Europa, e speriamo di lasciargli qualcosa di buono al mondo: tutto qua, speriamo che la gente si salvi da questo mondaccio che ci vanno disegnando. Qualcuno di loro era architetto, altri erano ingegneri – e Dio solo sa quanto ci vuole per studiare da ingegnere, e quanta fatica – altri ancora scrittori e giornalisti. Abbiamo detto, prendiamola con un sorriso, visto che abbiamo questi angeli che vegliano su di noi, ma prendiamola bene, affinché tutti gli angeli che vegliano su di noi di noi abbiano un buon ricordo. Ora, promettono le forze dell’ordine, ci proteggeranno uno a uno. Tutto qua.