Siria, i militari tedeschi sono alle porte di Aleppo, e dichiarano guerra all’Isis. La Germania si va ad aggiungere a quella schiera di giornali tedeschi che vorrebbero veder finita la guerra, e quando dicono guerra intendono Guerra Santa. Sono notizie che non si leggono sui giornali per la riservatezza dell’evento, ecco perché le trovate sul nostro sito e non su altri. Abbiamo deciso di divulgarle per combattere l’Isis fin nella sua radice, quella culturale. La Russia si è “ritirata” dalla guerra, e l’America sta a ben vedere quello che succede in Medio Oriente, per capire la cultura Yddish fin nel profondo e comprenderla, e mettere un punto alle sanzioni Onu. Mentre la percezione dei tedeschi che si intendono di Esteri è che la guerra è aldilà dal finire, e che i profughi arriveranno a frotte sulle nostre Coste, e si spera che non siano profughi siriani nel senso più stretto del termine. Ma ve la ricordate la cartina Isis di 4 anni fa? Bene, faceva paura, perché altro che la Siria coinvolgeva: coinvolgeva tutto il Nord Africa, l’Iraq e la Penisola Arabica, ad esempio, e non sembrava tanto un sogno, ma per davvero. Non sembrava un sogno perché questi “gringhi” venuti dall’Est Europeo e da Aleppo, perché il 50 per cento provenivano da Aleppo, erano infucati d’odio, e volevano andare in Francia a ingrandire la loro cartina. Ecco cosa è successo, che tutto il mondo sembrava calpestabile. Ecco cosa non deve accadere più, che tutto il mondo appaia come calpestabile.

Ecco cosa sta accadendo ora, che il mondo la sua battaglia contro l’Isis l’ha vinta, ma che quei quattro “sparuti” che sono rimasti mettono paura per davvero, e la mettono in tutti i sensi. E sappiamo che basta uno di quei 4 ceffi per spaventare il mondo intero. E, così pare, che essi si stiano dirigendo verso i Paesi per fare la bella vita. La bella vita ce la meritiamo noi, che abbiamo sempre vissuto da Occidentali. Vediamo più a fondo la cartina, che ci fa tanta paura, così tanto per esorcizzare. Bene, ma ve la immaginate voi la Libia con i suoi tetti d’oro in mano ai kalhashnikov, e non in quelle poche zone di guerra rimaste nel post Primavera Araba? Bene, immaginate bene, e stiamo parlando di un Paese in movimento, tutto qua. Immaginate un Paese in movimento ma non immaginate l’Italia, e questo è un bene. Fatto sta che, circa 14 mila giorni dopo questa cartina, l’Isis a Berlino (e non la immaginavate di certo) c’è arrivata per davvero, e ha fatto manbassa di tutta la popolazione: dodici vittime, dodici rose.

Ora, come si può fare affinché l’Isis non metta più paura? Ci vuole un dispiegamento di forze senza precedenti, ecco cosa ci vuole, un dispiegamento di forze che metta paura al terrore nero che questi 4 sciacalli ci stanno mettendo. Ecco cosa non bisogna fare dell’Isis, mettersi paura. Ma prenderla come un gioco, riderci su, e mai andare uno contro l’altro. Ecco cosa bisogna non fare, non mettersi mai uno contro l’altro, perché altrimenti la battaglia si perde, eccome se si perde. Se l’Occidente non va contro se stesso, allora la battaglia è vinta, ed è vinta per davvero. È vinta come un fuscello che resiste alla brezza marina. “Non ci piegheranno”, commenta la Gestapo tedesca, e ha ragione. Nessuno può piegare questa storia meravigliosa che ha creato il popolo Occidentale.