Un altro simbolo del calcio italiano ci lascia. Si è spento a 79 anni Ezio Pascutti, il campione dell’ultimo scudetto del 1964 del Bologna, l’unica squadra di cui, da friulano, ha vestito la maglia. Era da tempo ricoverato in clinica. Oltre allo scudetto, storico anche perché l’unico a essere stato assegnato dopo uno spareggio (Bologna-Inter 2-0, gara disputata allo Stadio Olimpico di Roma) l’attaccante vinse anche una Mitropa Cup nel 1961. Manifestazione, quella, ormai relegata solo negli almanacchi

Centotrenta reti in tutto, trentanovesimo d’ogni tempo in serie A, più di Bettega, Rivera e Mazzola. Tra i tanti meriti sportivi, Pascutti ha detenuto per moltissimo tempo il record di reti consecutive in campionato (10), infranto nel 1994 da Gabriel Omar Batistuta (con la maglia della Fiorentina). Unica macchia, in azzurro: un episodio avvenuto in un incontro della nazionale contro l’URSS il 13 ottobre 1963: a Mosca (stadio Lenin) reagì al duro trattamento riservatogli dal terzino Dubinsky guadagnandosi un’espulsione al 23°; la Nazionale fu sconfitta per 2-0 e non si qualificò ai campionati europei dell’anno seguente.