Non accenna a diminuire l’allarme meningite in Italia. Vediamo nel dettaglio tutti i casi.

In Emilia Romagna un 40enne, residente in Calabria, è stato ricoverato in condizioni molti critiche in ospedale a Ravenna. Si era sentito male, con febbre elevata, mentre era ospite di parenti a Gambettola durante le festività. Le analisi di laboratorio eseguite sul sangue e sul liquor del paziente, hanno identificato nel sangue la presenza di meningococco di tipo y: è uno dei 4 sierotipi, contenuti nel vaccino in uso, spiega la Ausl Romagna in una nota.

Veneto – Ieri sera è stato ricoverato, invece, all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso un paziente risultato, in seguito agli esami di laboratorio portati a termine dalla Microbiologia, affetto da meningite da meningococco. E’ in corso la tipizzazione, spiega la direzione dell’Azienda Ulss 2 in una nota. L’uomo, che ha 47 anni e risiede nel Trevigiano, ha iniziato ad accusare, martedì, un episodio febbrile importante che lo ha portato, ieri sera, a presentarsi al pronto soccorso. Attualmente è ricoverato in terapia intensiva in gravi condizioni.

Nella serata di ieri è stata ricoverata, invece, nell’Azienda Ospedaliera di Padova una bambina piccola, affetta da meningite pneumococcica, che frequentava l’asilo nido Bim Bum Bam di Noventa Padovana (Padova). Lo comunica la direzione sanitaria della struttura, ribadendo che per la forma di meningite pneumococcica non sussiste alcun pericolo di contagio e quindi non è richiesta l’attuazione di misure di profilassi straordinarie delle persone che sono venute a contatto con l’ammalata nei giorni precedenti. Escluso qualsiasi rischio di focolaio epidemico, non è stata prevista la chiusura e la disinfezione degli ambienti frequentati dall’ammalata.

Abruzzo – E’ affetta da una forma rara, ma non contagiosa di meningite la donna della Marsica, di 51 anni, ricoverata da ieri nel reparto malattie infettive dell’ospedale di Avezzano. Lo comunicano dalla Asl 1 Abruzzo. Il tipo di meningite da cui è stata colpita la paziente, spiegano i medici dell’ospedale, è la Listeria monocytogenes. Non c’è dunque rischio di trasmissione della malattia ad altre persone venute a contatto con la donna, le cui condizioni sono molto gravi: è in prognosi riservata e viene trattata con terapia antibiotica.

Sicilia – Anche a Palermo è stato segnalato un caso di meningite batterica. Una donna di 70 anni è stata ricoverata in isolamento nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale Cervello. Le condizioni di salute della donna sono serie, ma non gravissime. I medici dell’Asp di Palermo hanno accertato che si tratta di meningite da pneumococco, un tipo di infezione che non necessita di profilassi. “E’ una forma virale – dice all’Adnkronos il direttore dell’Asp Antonino Candela – Non c’è alcun allarme. Nessuna epidemia”. Candela spiega che il virus “più pericoloso, su cui si sta facendo procurato allarme in questi giorni, è quello da meningococco. Quello che sta succedendo è grave – aggiunge – è un attentato alla salute pubblica. Nel 2016 in Sicilia ci sono stati 5 casi di meningite, in linea col 2015 e col 2014. Lo ripeto: non c’è alcuna epidemia”.

Puglia – Un caso di meningite di tipo virale e non batterico e quindi non infettivo, come precisano fonti della Asl, è stato diagnosticato nell’ospedale Dimiccoli di Barletta. Si tratta di un uomo di 43 anni, nato in Senegal, ma residente nella Città della Disfida da tanto tempo, che presenta altre patologie piuttosto serie che favoriscono l’insorgere di questo tipo di infiammazione. Il paziente è stato infatti trasferito all’Ospedale Casa Sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo nel reparto di rianimazione.

Nella riunione al ministero della Salute, convocata dal direttore generale della Prevenzione sanitaria, per monitorare la situazione è emerso che non c’è nessun problema di approvvigionamento vaccini e nessuna emergenza sanitaria sulla meningite. Nella riunione è stata ricordata l’importanza di seguire il calendario vaccinale e di consultarsi con il proprio medico in merito all’opportunità e alle tempistiche delle vaccinazioni.

Alla riunione hanno partecipato referenti del ministero, dell’Istituto superiore di sanità, dell’Agenzia italiana del farmaco, del comando dei Nas, di Farmindustria e della Regione Toscana. Nel corso della riunione sono stati nuovamente analizzati i dati dei casi di meningite che si sono verificati fino ad oggi nel Paese ed è stato ribadito che, “non esiste alcuna evidenza di emergenza di sanità pubblica relativa alla meningite a livello nazionale”. Con una polemica finale da parte degli studi pediatrici invasi da pazienti. Un medico ha dichiarato: “Tanti genitori che chiedono il vaccino prima non volevano far immunizzare i figli neanche contro il morbillo”