“Affermiamo con molta sicurezza” che il presidente russo, Vladimir Putin, ha ordinato una campagna d’influenza sulle elezioni. È quanto si legge nella versione declassificata del rapporto delle agenzie d’intelligence statunitensi, a proposito degli attacchi hacker durante la campagna elettorale per le presidenziali e dell’interferenza russa nel voto.

“Abbiamo determinato che il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato nel 2016 una campagna per influenzare l’elezione presidenziale Usa. L’obiettivo dei russi era quello di minare la fiducia dell’opinione pubblica americana nel processo elettorale democratico, denigrare il segretario di Stato Hillary Clinton, e danneggiare la sua eleggibilità in quanto potenziale presidente” si legge nel testo curato dal direttore della National Intelligence, James Clapper, responsabile dimissionario del coordinamento delle 17 agenzie di spionaggio e controspionaggio Usa. Chiara la risposta di Donald Trump: “Non ha avuto effetti sull’esito del voto”. E soprattutto “i tentativi di hackeraggio ai danni del Republican national committee”, non hanno “avuto successo”. Diametralmente opposta, com’era ovvio, la risposta dei Democratici: “La nostra democrazia dipende da come reagiremo”.