Dodici maggio. È davvero un appuntamento con la morte quello che ha programmato il mondo Isis contro la Torre Eiffel? I francesi hanno paura. Sembra una storia alle Torri Gemelle, quella che strane fonti terroristiche ci fanno arrivare alle orecchie. Eppure, sappiamo tutti che questo non è molto strano. Il terrorismo mira sempre a colpire il simbolo culturale di una città e di una nazione: il Colosseo, la Torre Eiffel, le Torri dove tutti si riuniscono, quelle che a Londra le ricordano. Una bella scultura, una bella opera d’arte da violare, il posto in cui tutti vanno a fare colazione e dove tutti si divertono a chiacchierare. Ecco cosa si “divertono” a distruggere, il benessere che tramandiamo ai nostri nipoti. Quel punto romantico sotto la Torre Eiffel dove si incontravano i “vecchietti” italiani, ad esempio, per giurarsi amore eterno. Dove passeggiamo di solito per conoscere la Francia e le sue tradizioni, grazie a tour organizzati, in versione scolaresca oppure in versione solitaria così, tanto per farci una passeggiata, in coppia o in gruppetto, o per studiare la lingua di un altro Paese. A oggi, la situazione in Francia sembra migliorata. L’allarme, stamattina, si era abbassato di dieci, per gli stretti controlli che ci sono stati negli aeroporti così come nelle grandi città. È un dato di fatto che i francesi, così come gli stranieri, così come gli italiani che i palestinesi, che gli israeliani e via discorrendo, vivano meglio in questa meravigliosa città.  Secondo la Farnesina, gli ultimi dati arrivati in materia di terrorismo sono quelli relativi alla Bulgaria e al Kosovo: la Francia, per il momento, sembra estrapolata dalla situazione. Speriamo che la condizione alla Charlie Hebdo non si verifichi più al mondo.