E’ morto nella notte Lelio Lagorio, il Granduca del Partito Socialista Italiano. E’ stato il primo presidente della Regione, più volte ministro. Schierato su posizioni autonomiste, fu sempre al fianco di Bettino Craxi. Aveva 91 anni.
Nato a Trieste, si era trasferito fin da piccolo con la famiglia a Firenze dove ancora abitava. Socialista da sempre, allievo di Piero Calamandrei, avvocato, fu eletto sindaco di Firenze per pochi mesi nel 1965, succedendo a Giorgio La Pira, e fu il primo presidente della Regione Toscana, in carica per la prima legislatura dell’ente, dal 1970 al 1975, con i voti di Pci, Psi e Psiup, e dal 1975 al 1976 (sostenuto da Pci e Psi) quando lasciò il testimone a Mario Leone, anche lui esponente dei socialisti. Eletto in Parlamento per nove volte è stato ministro della Difesa dal 1980 al 1983 durante il governo Cossiga, in un periodo ancora segnato dal terrorismo e nel quale ci fu la strage di Ustica, e ministro del turismo e spettacolo dal 1983 al 1986 durante il governo Craxi. Lelio Lagorio è stato anche capogruppo del Psi alla Camera e fu il primo socialista italiano eletto vice presidente dell’Unione dei partiti socialisti della Comunità Europe, dal 1990 al 1992. Il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, nel 1978 gli ha conferito le insegne di Gran Croce al merito della Repubblica e Lagorio, che da tempo si era ritirato dalla vita politica, era anche giornalista ed è stato autore di molti libri e saggi.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa di Lagorio,”esponente di spicco del socialismo italiano, presidente della Regione Toscana, parlamentare per più legislature e apprezzato ministro della Difesa”. “Lagorio – ha detto Mattarella – era un giurista colto e rigoroso, un uomo del dialogo, un servitore dello Stato”.