foto Umberto Visintini/New Pressphoto

“Un messaggio di ricordo per l’amica Franca Sozzani: vogliamo ricordare quanto ha fatto per la moda italiana e anche per questa città”. Così il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha reso omaggio alla storica direttrice di Vogue Italia, recentemente scomparsa, aprendo l’edizione 2017 di Pitti Immagine Uomo. Questa, ha sottolineato il sindaco, “è la prima edizione senza la sua passione, come ha detto l’ad di Pitti Immagine Raffaello Napoleone, ma è anche un’edizione piena di sorprese che rinnova il ruolo di Firenze come una delle grandi capitali della moda nel mondo: Pitti non è solo un evento fieristico ma anche culturale, capace di mostrare il meglio della città e i nuovi talenti emergenti italiani e stranieri, capace di riunire la migliore impresa del mondo intorno alla moda per fare il punto su questo grande settore che non è affatto la cenerentola dell’economia italiana, è un grande patrimonio di innovazione, creatività cultura e imprenditorialità”.

Nardella annuncia un patto per la moda sull’asse Firenze-Milano. Nella moda “dobbiamo fare sistema” e il “compito della politica è stare al fianco degli imprenditori, valorizzandone il lavoro e i marchi”. Per questo prima della fine del 2016, il 29 dicembre, “ho incontrato il sindaco Beppe Sala. Il nostro obiettivo è quello di realizzare un vero e proprio patto tra le due città nel rispetto delle loro vocazioni, ma allo stesso tempo lavorare insieme nell’interesse della moda, in particolare quella italiana”. Nel sistema moda, ha aggiunto, “è però necessario investire anche nella formazione, la strada per i nuovi talenti”, cosi’ come “semplificare la vita agli imprenditori e realizzare le infrastrutture necessarie”.

L’edizione invernale di Pitti Uomo (la numero 91), ha detto il presidente di Pitti Immagine, Gaetano Marzotto, ha numeri che “sono sempre in crescita, quindi siamo molto soddisfatti, e ringraziamo molto soprattutto i nostri espositori, imprenditori che con coraggio rinnovano i propri prodotti e i propri forzi. Abbiamo più di 700 marchi del Made in Italy, il meglio, ma anche marchi da ogni parte del mondo”. Marzotto ha poi proseguito: “Siamo in un’età di grande incertezza, dove lo scenario politico-economico visto dall’industria della moda dipenderà dalle elezioni in Francia e Germania, e forse anche in Italia ma speriamo di no. La moda italiana ha bisogno di stabilità. Vogliamo stabilità soprattutto del mercato europeo: dateci un po’ di serenità, meno burocrazia, meno tasse, più competitività del sistema all’esterno e più investimenti in istruzione. È drammatico che in Italia il 40% giovani sia senza un lavoro: qui a Pitti, nel nostro piccolo, abbiamo varato tantissime iniziative per i giovani”.