Ventinove anni dopo un ragazzo entra in un bar e riconosce l’orco che aveva abusato di lui. Sembra la trama di un film, invece è tutto vero. Antonio Marci, 63 anni, meglio conosciuto con il nome di Tonino, originario della provincia di Cagliari, è stato arrestato dai Carabinieri di Alessandria con l’accusa – almeno per ora sostengono gli inquirenti – di detenzione di materiale pedopornografico. Dalle prime indiscrezioni, all’interno dell’abitazione dell’uomo, i militari dell’Arma hanno trovato centinaia e centinai di immagini e filmati compromettenti che riprenderebbero scene di sesso con minori. Gli investigatori, durante la perquisizione, hanno anche recuperato diari, lettere con i nomi dei giovanissimi che secondo l’accusa sembravano quasi essere stati catalogati. Ma non solo, nella camera da letto, si legge nei verbali, erano occultate tantissime confezioni di Viagra e numerosa biancheria intima da bambini. Ora l’uomo, dopo tutti gli accertamenti di rito, è stato rinchiuso in una cella del carcere di Alessandria in attesa di essere sentito dal magistrato che si occuperà del caso. Per la delicatezza delle indagini il faldone con tutte le accuse potrebbe passare nelle mani della Procura distrettuale di Torino che ha più competenza per questo tipo di reati. Secondo quanto accertato dai Carabinieri tutto sarebbe iniziato nell’ambiente del calcio più di trent’anni fa. L’uomo – un allenatore di squadre giovanili originario della provincia di Cagliari – avrebbe abusato dei ragazzini che conosceva proprio negli spogliatoi dove si facevano la doccia dopo gli allenamenti. Ed è proprio qui infatti che sarebbero iniziati i primi abusi e atteggiamenti compromettenti. Questo tipo di atteggiamenti continuavano anche con inviti al cinema e messaggini piccanti per poi finire, secondo l’accusa, in filmati amatoriali di sesso ripresi nella sua abitazione. A quel punto i Carabinieri, raccolta un’importante mole di indizi, si sono presentati la scorsa mattina nell’abitazione di Tonino Marci e qui hanno avuto l’ennesima sorpresa. Ad aprire la porta ai Militari è stato infatti un 14enne (svestito) che candidamente giocava ai videogiochi, seduto comodamente sul divano con il suo allenatore in bagno (nudo) e con in mano diversa biancheria intima da bambino. Inevitabile l’arresto e l’accusa, almeno per ora, di detenzione di materiale pedopornografico.