Tra meno di un’ora arriverà, inesorabile. Lunedì 16 gennaio è il blue monday, ovvero il giorno più triste dell’anno che cade sempre il terzo lunedì del mese di gennaio. L’origine di questa celebrazione tanto malinconica e tutta inglese è da cercare addirittura in un’equazione matematica – messa a punto una decina d’anni fa da uno psicologo inglese, Cliff Arnall – che spiegherebbe il perché di questa deprimente giornata mettendo insieme condizioni metereologiche sfavorevoli, le giornate corte, i festeggiamenti natalizi ormai alle spalle, i sensi di colpa per aver speso troppi soldi durante le vacanze o mangiato troppo e infine, il lavoro, che è ricominciato freneticamente. E in Gran Bretagna, ad esempio, il tema viene preso sul serio, tanto che si calcola che proprio in questa giornata aumenti il numero di assenze dal lavoro. Musi lunghi quindi per tutto il giorno o addirittura tutta la settimana, ma per molti un’occasione per dispensare consigli su come tirarsi su di morale: dalle agenzie viaggi, alle offerte commerciali imperdibili, ai vari cibi da consumare. Scatenati soprattutto i britannici, dove si dice sia nata la “tradizione” del “blue monday” proprio da una campagna pubblicitaria commissionata da un’agenzia di viaggiche voleva incentivare le partenze di fine gennaio, decisamente scarse dopo le vacanze di Natale. Insomma, una trovata pubblicitaria.

«Oggi – sottolinea la psicoterapeuta Paola Vinciguerra, presidente dell’Associazione europea disturbi da attacchi di panico (Eurodap) – si vive un tale stato di stress che la preoccupazione è immanente: invade qualsiasi area». Dall’esperta, dunque, alcuni consigli per non lasciarsi trasportare dalla tristezza del Blue Monday: ritagliarsi del tempo da dedicare all’attività fisica. Fare sport, infatti, stimola la produzione di endorfine che contribuiscono al benessere psicofisico; seguire un’alimentazione sana che ci permetta di avere la giusta energia; essere flessibili e scegliere degli obiettivi, non utopistici, da raggiungere; concedersi delle piccole ricompense, dopo un’intensa giornata di lavoro; cercare di «vivere il momento» assaporandone ogni attimo. E infine, conclude la psicoterapeuta, «cerchiamo di trascorrere momenti con amici e famiglia. La regola? Buttiamo giù la maschera e comunichiamo disagi e delusioni, smettendo di far finta di essere vincenti. Abbiamo bisogno di rapporti veri».

Per il giorno più felice dell’anno, invece, bisogna aspettare giugno. Gli stessi analisti hanno calcolato che l’ «Happiest Day» cade intorno al solstizio d’estate, fra il 21 e il 24 di giugno.