Sono trascorsi 5 giorni dalla valanga che ha travolto, distruggendolo, l’hotel Rigopiano di Farindola nel Pescarese ma la macchina dei soccorsi non si ferma neanche un attimo. E, purtroppo i soccorritori hanno estratto dalle macerie il corpo di un’altra vittima. Una donna, non ancora identificata. Così le vittime salgono a sette.

Anche questa notte, con l’ausilio delle fotoelettriche, tutti al lavoro nella speranza di trovare in vita ancora i dispersi che, al momento, sono 21. Undici, in tutto, le persone sopravvissute, 7 le vittime. Si scava ancora con mani e pale e con l’utilizzo di sonde. Non è possibile, allo stato attuale, intervenire con mezzi meccanici. Per i parenti dei dispersi sono ore di lunghissima ed estenuante attesa. “Si lavora nei cunicoli, la gente potrebbe ancora resistere e questa è la nostra speranza”, dice Luca Cari, responsabile comunicazione dei vigili del fuoco. “Non ci fermeremo”. Le difficoltà maggiori per le operazioni di ricerca rimangono legate al maltempo e alla viabilità poiché il senso unico alternato sulla strada che conduce al resort non agevola le operazioni. Il rischio valanga permane su tutta la struttura anche se ieri è passato da 4 a 3, comunque un livello elevato. «La nostra ipotesi operativa è che la slavina possa non aver raggiunto e saturato tutti i locali, che ci sia un cuore della struttura non raggiunto. Se poi lì dentro possano esserci condizioni di vita, questo naturalmente non lo sappiamo. Siamo molto concentrati su questo obiettivo», ha aggiunto Luca Cari. «Il lavoro è ininterrotto, le nostre squadre si alternano. Proseguiamo nell’esplorazione dei locali dell’interno, seguendo la speranza di trovare ancora persone in vita, anche se non c’è nessuna certezza. Stiamo procedendo da locale a locale, stiamo aprendo varchi in muri anche da ottanta centimetri. Siamo riusciti a sfondare con un escavatore quel muro di neve che ci impediva di far giungere i mezzi pesanti fino alla struttura». Per recuperare il corpo dell’ultima vittima individuata, ci sarà da fare «un lavoro molto lungo, richiederà sicuramente ancora delle ore».

Domani, intanto, nella chiesa di San Nicola Vescovo di Farindola saranno celebrati i funerali di Alessandro Giancaterino, il 43enne capo cameriere vittima della valanga. La camera ardente è stata allestita nella sala consiliare comunale. Alessandro era il fratello dell’ex sindaco di Farindola, Massimiliano Giancaterino.  «Se avessi saputo (della valanga che ha travolto l’hotel Rigopiano, ndr), mi sarei tagliato il braccio destro», ha detto Massimiliano, oggi in diretta ad Agorà (Raitre), che autorizzò l’ampliamento dell’hotel Rigopiano, nel quale ha trovato la morte il fratello. «Ma non potevo saperlo. E sinceramente – ha aggiunto – non me ne faccio una colpa, perché abbiamo dato un’opportunità a tanta gente del paese». «Ora non ci sto alla caccia a un responsabile come capro espiatorio», ha concluso Giancaterino.

«Confermo che allo stato la procura ha aperto un solo fascicolo. È un unico contenitore nel quale stanno confluendo tutti gli elementi informativi. Le ipotesi sono disastro colposo e omicidio plurimo colposo». Lo ha detto il procuratore aggiunto di Pescara Cristina Tedeschini, nel corso di una conferenza stampa. Questo include, ha spiegato, le informazioni relative alla viabilità nelle ore intorno al disastro, e alla formazione e caduta della slavina. «Non è un lavoro geniale o originale o che chi indaga possa avere qualche idea diversa particolare. Anzi io seguo il vostro lavoro con interesse – ha sottolineato rivolgendosi ai cronisti -. Anzi molti spunti arrivano proprio dalla stampa», ha specificato. Nell’immane tragedia, sono stati ritrovati vivi i tre cuccioli di pastore abruzzese, figli di Nuvola e Lupo, i due cani dell’hotel Rigopiano che erano scampati alla valanga: i carabinieri forestali li hanno scovati in buono stato tra le macerie dell’albergo. I genitori si erano salvati dal crollo ed erano scesi più a valle nei giorni scorsi. I cuccioli, nati il 4 dicembre scorso, sono stati trovati vivi nel locale caldaia dell’hotel distrutto. I soccorritori hanno dovuto abbattere un muro per salvarli. Dopo il ritrovamento sono stati portati al centro operativo dei soccorsi a Penne per essere rifocillati. Sono stati i vigili del fuoco a estrarre vivi i tre cagnolini, dal caratteristico manto bianco. Dopo una visita veterinaria, saranno portati a Pescara per riunirsi ai loro genitori.