La rete televisiva egiziana Sada El Balad ha mostrato per la prima volta un video, girato il 6 gennaio 2016, in cui si vede Giulio Regeni – il dottorando italiano ucciso al Cairo un anno fa circa – mentre parla con Mohammed Abdallah, uno dei leader del sindacato indipendente egiziano dei venditori di strada, che qualche settimana fa ha detto di avere denunciato Regeni al ministero degli Interni egiziano, perché «faceva domande strane e stava con gli ambulanti per le strade, interrogandoli su questioni che riguardano la sicurezza nazionale».

Il video fu girato di nascosto da Abdallah, dura quasi due ore ed è stato acquisito mesi fa dagli inquirenti italiani che si occupano della morte di Regeni. L’estratto al momento disponibile online è invece di circa quattro minuti e si sente Abdallah che cerca di convincere Regeni a dargli parte dei fondi che Regeni aspettava di ricevere da una fondazione inglese, per finanziare le sue ricerche. Regeni – parlando in arabo – spiega di non poterlo fare perché quei soldi andrebbero appunto destinati alle sue ricerche. Regeni spiega di essere invece interessato ad avere informazioni sul sindacato dei venditori di strada.

Nel video Abdallah dice di avere una «situazione familiare disagiata» e Regeni risponde: «Questi soldi non sono i miei. Non posso utilizzarli a mio piacimento perché sono un accademico e non posso comunicare all’istituto britannico che intendo usare i soldi per fini personali». Regeni sparì a fine gennaio 2016 e fu trovato morto il 3 febbraio. I giornali scrivono che il video fu girato con una piccola telecamera nascosta che Abdallah ricevette dalla polizia egiziana, che gliel’avrebbe data per provare la sua denuncia nei confronti di Regeni. Inizialmente si era detto che Abdallah aveva denunciato Regeni il 7 gennaio; sembra invece che lo fece qualche giorno prima (e questo spiegherebbe perché il 6 gennaio aveva già quella telecamera).

Questa la trascrizione:

Immagini di lui che cammina prima di arrivare al luogo appuntamento (15 secondi), scambio di convenevoli.
Regeni: Tu sei convinto che io possiedo molta autorità. In verità io non ho alcuna autorità! il programma parte dalla Gran Bretagna. Io non conosco le persone operanti all’interno dell’istituto competente per i soldi! Che posso fare? Vuoi che gli scrivo una mail dicendogli che ci servono i soldi subito perché fra due settimane c’è la ricorrenza del 25 gennaio?! (ultima frase detta ironicamente N.d.T.).

Abdallah: Si può fare?

Regeni: Ma certo che no. Per me non è professionale.

Regeni: Eh lo so. Capisco. Io … col mio tempo (frase senza senso, detta in un arabo scorretto e quindi incomprensibile N.d.T.). Non ho nessuna autorità. Io sono solamente uno straniero in Egitto. Sono un ricercatore e mi interessa procedere nella mia ricerca – progetto. Io, Giulio, il mio interesse è questo. E mi interessa che voi come venditori ambulanti fruiate del denaro in modo ufficiale, come previsto dal progetto e dai britannici. Questo è l’importante per me.

Abdallah: Ok.

Regeni: Non ho altri interessi. E mi auguro che sia lo stesso obiettivo di quelli del Centro.

Regeni: Ah ok. No, allora, io questo voglio saperlo da te! Voglio che proponi idee/ proposte e dopodiché discutiamo i particolari. Ho però prima bisogno di idee \ proposte come, ad esempio: disponiamo dei soldi, per quanto siano pochi, e vogliamo usarli che ne so … in … (e mima con le mani la forma di una struttura N.d.T.).

Abdallah: No … allora … Giulio … non riesci a capirmi! Questi soldi li useremo in progetti di affitto di spazi per bancarelle eccetera, oppure li useremo per progetti politici per promuovere la libertà …

Regeni: Fare politica la vedo difficile in questo frangente!

Regeni: Allora, se sul piatto si mette una buona idea e intendiamo ottenere sovvenzionamento, sempreché ce li concedano, mi auguro di sì, allora ci saranno eventualmente molti progetti provenienti da diverse parti del mondo per i quali poter ottenere del denaro. Quindi, quello che voglio spiegare è che la cosa non è sicura al cento per cento, ma dobbiamo tentare e sperare. Se noi sul piatto abbiamo delle idee, magari proveniente, ad esempio, da te, allora, una volta ottenute le informazioni (relative alle eventuali idee e progetti N.d.T.) …

Abdallah: Informazioni relative a cosa, tipo cosa? Così incomincio a reperirle. Mi metto subito all’opera.

Abdallah: No, non ero teso/preoccupato/ansioso. Giulio, ascolta. Noi ormai siamo amici, giusto? Io ho una situazione familiare disagiata. Mia figlia è stata operata il cinque. Mia moglie deve essere operata per cancro. Per cui io sono disposto a buttarmi su qualsiasi cosa, l’importante che ne escano fuori dei soldi!

Regeni: Senti, Mohammed, questi soldi non sono i miei. Io non posso utilizzarli a mio piacimento perché sono un accademico e non posso comunicare all’istituto britannico che intendo usare i soldi per fini personali. Si creerebbe un grande problema per i britannici!

Abdallah: Ma non c’è una scappatoia per poter utilizzarli a fini personali?

Regeni: Non so che dirti! Questi soldi provengono tramite  me, ma dalla Gran Bretagna e dal Centro Egiziano. E da quest’ultimo ai venditori ambulanti. Non c’è altra via!

(pausa caffè N.d.T.) altri 30 secondi

Abdallah: Dico bene?

Regeni: Giusto.

Abdallah: Seconda cosa, mia figlia ha subito un intervento e necessita di essere sottoposta ad un ulteriore intervento e quindi mi trovo in condizioni di bisogno economico.

Regeni: Mi dispiace, ma questa è un’altra questione. Io non so cosa dirti in relazione ai soldi! Soldi che, tra l’altro, potrebbero arrivare dopo marzo e non adesso. Non possiamo fruire di altri soldi prima dell’arrivo dei soldi dell’istituto britannico!