Quasi un anno dopo l’inizio della sua corsa, Fuocoammare il film di Gianfranco Rosi dedicato a Lampedusa, arriva al premio più importante dell’anno cinematografico: gli Oscar. Il documentario è stato selezionato nella cinquina della sua categoria insieme a I’m your negro, A life animated, OJ: made in America, 13th. Come previsto il film che ha ottenuto più nomination, 14 in tutto compresi miglior film e migliori attori protagonista e ben due brani oltre che la colonna sonora, è stato il musical di Damien Chazelle con Emma Stone e Ryan Gosling La La Land, nelle sale da giovedì, storia d’amore tra un’aspirante attrice che serve cappuccini alle star fra un’audizione e l’altra e un appassionato musicista jazz che tira a campare in squallidi pianobar. L’incontro è un colpo di fulmine ma quando il successo arriva per entrambi, i due si trovano di fronte a decisioni che incrinano il fragile edificio della loro storia d’amore. Omaggio ai musical dell’età dell’oro di Hollywood da Cantando sotto la pioggia a New York New York, il film di Chazelle raggiunge così il record di altri due film che nella storia hanno ottenuto tante nomination: Titanic e Eva contro Eva. A proposito di record Meryl Streep agguanta la sua ventesima candidatura per la sua interpretazione nella commedia Florence di Stephen Frears. Alle spalle di La La Land, con otto nomination, troviamo Arrival e Moonlight. La battaglia di Hacksaw Ridge, Lion e Manchester by the sea ne hanno totalizzate sei a testa, mentre quattro sono andate a Barriere e Hell or high water. Da segnalare anche le sei candidature assegnate ad attori di colore (Denzel Washington, Mahershala Ali, Naomie Harris, Viola Davis, Octavia Spencer, Ruth Negga) dopo il vuoto delle ultime due edizioni. Gli altri film candidati agli Oscar sono: Arrival di Denis Villeneuve, La battaglia di Hacksaw Ridge di Mel Gibson, Il diritto di contare di Theodore Melfi, Lion – Viaggio verso casa di Garth Davis, Moonlight di Barry Jenkins, Hell or High Water di David Mackenzie, Manchester By The Sea di Kenneth Lonergan e Barriere di Denzel Washington.

“Alla notizia della candidatura ho avuto un brivido, questo è stato un anno meraviglioso. Aver portato Lampedusa ad Hollywood è una cosa bellissima”, è stato il commento dì Gianfranco Rosi in collegamento streaming da Tokyo, “non ci credevo più per tutte le varie previsioni – ha aggiunto – sapevo sarebbe stata una battaglia fino all’ultimo, nulla era scontato”. Dal 20 febbraio scorso, quando la presidente di giuria Meryl Streep lo ha premiato con l’Orso d’oro a Berlino, il film di Rosi ha inanellato una serie incredibile di riconoscimenti, l’ultimo dei quali solo due giorni fa a Londra quando si è aggiudicato il 37th Critics Circle film award come miglior documentario, mentre a dicembre aveva vinto l’Efa, l’Oscar europeo sempre all’interno della sua categoria. Il film che il regista, già Leone d’oro a Venezia con Sacro Gra, ha girato in un anno di soggiorno sull’isola siciliana racconta la vita a Lampedusa dal punto di vista dei migranti che ogni giorno sbarcano ma anche degli isolani. Ma il vero sponsor per Fuocoammare agli Academy Award è stata l’attrice tre volte Oscar Meryl Streep, che ha presenziato anche ad alcune delle presentazioni americane del film. Soltanto lo scorso ottobre a Roma aveva detto riguardo al film di Rosi: “Sono molto orgogliosa del premio all’unanimità che gli abbiamo attribuito a Berlino. Il film di Rosi è sicuramente qualcosa di unico perché nonostante siano storie che riguardano le  masse di persone, il tema dell’immigrazione ci tocca solo se vediamo l’immagine di un bambino strappato al mare o quella di un ragazzino in ambulanza coperto di polvere. Solo quel tipo di immagini ci dà la sveglia. Rosi è riuscito attraverso i suoi protagonisti, un ragazzo, un dottore, un dejay su questa piccola isola, a lasciare aperta una porta all’orrore e con il suo film ha indicato una strada al pubblico per poterci entrare e anche uscirne. Credo che se i membri dell’Academy lo vedranno Fuocoammare avrà delle ottime probabilità”. “In bocca al lupo a Gianfranco Rosi per la sua corsa all’Oscar”, ha scritto in una nota il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini. “Un ulteriore, importante riconoscimento per un film che racconta con poesia e con crudezza storie universali e di grande attualità. L’Italia – si legge nella nota – è orgogliosa di essere rappresentata sulla scena internazionale da un film così bello e profondo”.