L’assemblea dei giornalisti di SkyTg24 ha votato all’unanimità uno sciopero di 24 ore contro i 200 licenziamenti e i 310 trasferimenti comunicati dall’azienda che – ribadisce un comunicato – “comporterebbero lo sradicamento del telegiornale” dalla Capitale. Telegiornale “che dalla prima edizione nel 2003 va in onda da Roma” dove “ha costruito la sua credibilità dimostrando di essere un protagonista del panorama informativo italiano”.

La vertenza in casa della pay-tv, dunque, si esaspera nei toni. Nella precedente assemblea, il 18 gennaio, i cronisti del canale all news non avevano imboccato la strada dello sciopero. Lo fanno oggi di fronte ad una doppia offensiva dell’azienda.

Da un lato, Sky sta usando la carota e promette aiuti economici più consistenti ai dipendenti che firmeranno per primi il via libera al trasferimento a Milano. I manager vogliono dunque una “accelerazione”. L’assemblea dei giornalisti teme, però, che queste trattative individuali puntino a spaccare la redazione che, fino ad oggi, si è mossa come un corpo unico.

Nello stesso tempo, l’azienda ha fatto trapelare i nomi dei comparti che saranno chiusi, come l’ormai minuscola redazione sportiva di Roma e il servizio Active, indisponibile a tornare indietro.

Durante l’assemblea, alcuni cronisti hanno proposto di mettere ai voti una mozione di sfiducia ai danni della direttrice di SkyTg24, Sarah Varetto. Ma la proposta non è passata ed è stata accantonata.

Il Pd segue molto da vicino la vertenza. La deputata Lorenza Bonaccorsi e il deputato Marco Miccoli temono – oltre che per i 200 esuberi e i 310 trasferiti – “per altri mille lavoratori dell’indotto che rischiano il posto a Roma se la pay-tv si trasferirà in Lombardia”.

Chiedono l’intervento del governo un gruppo di deputati anch’essi del Pd (Benamati, Senaldi, Bargero, Becattini, Arlotti, Montroni, Donati, Camani, Peluffo, Scuvera, Vico, Basso, Cani, Tentori). Questi parlamentari – tutti della Commissione Attività produttive – ricordano che “a settembre, l’ad di Sky Italia Andrea Zappia ha confermato la solidità dell’azienda che con un fatturato di 2.800 milioni di euro e un utile di 60 milioni, prima società per fatturato del settore”.

“Poche settimane dopo, a novembre, nella sede Sky di Milano è stato sottoscritto l’accordo sul premio di risultato di durata triennale, dal 2017 al 2019. E’ quindi alquanto singolare che solamente dopo qualche mese vengano applicati dei tagli così penalizzanti”.

Ecco Stefano Fassina, di Sinistra Italiana: “Il ministero dello Sviluppo deve promuovere alternative ai licenziamenti e trasferimenti. Le strade vi sono, a cominciare da contratti di solidarietà sostenuti dalla fiscalità”.

Dopo la proclamazione dello sciopero, la Federazione nazionale della Stampa italiana e le associazioni regionali di Roma e Milano esprimono “solidarietà ai giornalisti” confermando “l’impegno a mettere a disposizione tutte le risorse per trovare una soluzione alla vicenda”, come spiegano in una nota il segretario generale e il presidente, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti.

Solidali con i colleghi di SkyTg24 sono i giornalisti di casa Mediaset. “I giornalisti del Tg5 auspicano un intervento urgente di mediazione di governo e Parlamento per tutelare la qualità dell’informazione e l’occupazione nel settore dei media in un momento difficile nella vita del Paese