Capitolo chiuso. Alle 9.15 ora locale un funzionario del tribunale di Manhattan ha dichiarato che il procuratore distrettuale di New York ha chiuso il caso Elkann, facendo cadere le accuse. Il fondatore di Italia Independent era stato denunciato per finto sequestro.
L’avvocato di Lapo Elkann, Randy Zelin, ha spiegato che dopo un’indagine sul caso da parte del suo ufficio legale, ha presentato le sue conclusioni al procuratore, che ha accettato di far cadere le accuse: “Non posso fornire ulteriori dettagli, ma siamo arrivati alla conclusione che tutta la vicenda non costituiva un reato”, racconta Zelin. Che preferisce non rilevare se Lapo si trovi a New York in questo momento, ma ha detto che era sollevato e contento di apprendere della risoluzione del caso. Lapo non si trovava al 100 Center street, sede del tribunale newyorkese, perché vista l’evoluzione della faccenda la sua presenza non era comunque necessaria.
Felice ovviamente Lapo, che ha dichiarato: “Ho attraversato un momento difficile, che mi ha però dato il tempo ed il silenzio necessari per riflettere su quanto è accaduto e soprattutto per rinforzare quello che voglio fare in futuro. So che voglio proseguire il lavoro che ho fatto su di me in queste settimane, per raccogliere nuove energie e mettere una consapevolezza diversa nella mia vita e nel mio lavoro”.
Lapo, lo ricordiamo, era stato arrestato e poi rilasciato per aver simulato un rapimento, il suo. Il rampollo Fiat si trovava a New York per Thanksgiving (24 novembre), qui si sarebbe rinchiuso per due giorni in un appartamento sulla 28a strada di Manhattan in compagnia di una escort transessuale, consumando cocaina e marijuana. Dopo aver finito il contante, avrebbe contattato un familiare fingendo di essere stato rapito e di aver bisogno di 10 mila dollari per poter essere liberato. Ma il caso ora è stato archiviato.