Il 27 gennaio di cinquant’anni fa Luigi Tenco si suicidava sparandosi un colpo alla tempia nella stanza 219 dell’Hotel Savoy di Sanremo. Poche ore prima era stato eliminato dal Festival, dove cantava Ciao amore ciao in coppia con Dalida, cui era legato da una turbolenta relazione sentimentale. In un misterioso biglietto aveva lasciato scritto che non sopportava l’idea di vivere in un Paese che mandava in finale Io tu e le rose cantata da Orietta Berti e che al suo brano aveva preferito La rivoluzione di Gianni Pettenati: «Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda Io, tu e le rose in finale e una commissione che seleziona La Rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi».  Tenco aveva 29 anni e tutta una carriera davanti. Un gesto così estremo resta difficile da capire, tanto da restare sempre circondato da un alone di mistero. I dubbi, i sospetti hanno portato due volte alla riapertura dell’inchiesta, nel 2005 e nel 2016, in entrambi i casi archiviata senza modificarne le conclusioni: fu dunque suicidio. Luigi Tenco non aveva avuto la strada spianata: era in anticipo sui tempi. Così nell’Italietta del boom le sue canzoni finirono spesso sotto la lente della censura. Era accaduto, in qualche modo, anche per Ciao amore ciao. La versione presentata a Sanremo era l’ultima di una serie. Un primo testo elaborato con Sergio Bardotti era una sorta parafrasi di Rainy Day Woman di Bob Dylan poi incisa da Nicola Di Bari, un altro aveva carattere antimilitarista e il titolo Li vidi tornare. Come spesso accade, il successo e la comprensione che non ha fatto in tempo a ricevere in vita, sono arrivati a Tenco dopo la sua morte, le sue canzoni sono diventate dei classici e hanno influenzato le generazioni successive. Tenco era nato a Cassine, in provincia di Alessandria, nel 1938 ma era cresciuto a Genova dove aveva iniziato a fare musica al liceo. Suonava il clarinetto e il sax in gruppi jazz di cui facevano parte anche Bruno Lauzi e Fabrizio De Andre’, che dedicherà all’amico la struggente Preghiera in gennaio. Nel 1958 scopre il rock’n’roll e fonda i “Diavoli del rock” insieme a Gino Paoli. Usa pseudonimi come Gigi Mai, Gordon Cliff, Dick Ventuno. A Milano conosce Giorgio Gaber e Piero Ciampi. Nel 1962 buona parte delle canzoni del suo album d’esordio, intitolato Luigi Tenco vengono censurate, tranne Angela e Mi sono innamorato di te, che avrà più successo nella versione di Ornella Vanoni. Dopo un’esperienza d’attore nella “Cuccagna” di Luciano Salce e il servizio militare, si trasferisce a Roma dove entra nelle file della Rca, la factory della canzone italiana. A quel periodo risale l’amicizia con Lucio Dalla. Per lui scrive Mondo di uomini. Nel frattempo la sua Un giorno dopo l’altro diventa la sigla del Maigret televisivo con Gino Cervi. Nel 1967, la Rca decide di iniziare un’operazione di lancio e di iscriverlo al festival di Sanremo, una decisione per altro accolta con poco entusiasmo. Sarà l’atto finale della sua esistenza. Tenco ha lasciato tre album, qualche inedito, e un canzoniere straordinario. Mi sono innamorato di te, Vedrai vedrai, Lontano lontano, Un giorno dopo l’altro, Ragazzo mio, Ciao amore ciao, Se stasera sono qui, Ho capito che ti amo, per citare solo i titoli più famosi, sono canzoni che all’epoca rappresentavano una novità assoluta, nel mondo dell’ottimismo del boom portavano l’inquietudine di una generazione che di lì a poco avrebbe invaso le piazze. Una modernità compositiva e di stile interpretativo che le ha fatte diventare un punto di riferimento imprescindibile per le nuove generazioni. Tenco oggi è uno degli autori più riletti della storia della musica italiana, amatissimo anche dai solisti di jazz, il suo primo grande amore musicale. Dal 1972, grazie al compianto Amilcare Rambaldi, Sanremo ospita il Premio Tenco, ancora oggi la più importante manifestazione dedicata alla musica d’autore e di qualità. Luigi Tenco sarà ricordato con un francobollo da 95 centesimi, la cui emissione è fissata al 27 gennaio prossimo, data della morte. Stampato in 800 mila esemplari, raffigura – secondo l’immagine diffusa oggi da Poste Italiane – un intenso ritratto del cantante. Gli annulli speciali ”primo giorno di emissione” saranno applicati nell’ufficio postale del luogo di nascita di Tenco (Cassine, Alessandria) e in quello di Sanremo.