Per ‘induzione indebita a dare o promettere utilità’ è finito agli arresti domiciliari il procuratore capo di Aosta facente funzioni, Pasquale Longarini. Una misura cautelare chiesta dalla procura della Repubblica di Milano, competente su quella aostana. Ai domiciliari è finito anche Gerardo Cuomo, titolare del caseificio valdostano, azienda leader nella distribuzione di prodotti alimentari in Valle d’ Aosta. Secondo l’accusa Longarini gli ha fornito informazioni per risolvere problemi di tipo giudiziario o amministrativo in cambio di utilità o di promesse di utilità. La Procura di Milano si appresta in queste ore ad avvisare il Consiglio superiore della magistratura. L’inchiesta – coordinata dal pm Roberto Pellicano e dal procuratore aggiunto Giulia Perotti – è stata condotta dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Milano.

Da sostituto procuratore, Pasquale Longarini aveva collaborato con la collega Stefania Cugge all’inchiesta che in primo grado, nel 2004, portò alla condanna a 30 anni di reclusione per Anna Maria Franzoni, accusata dell’omicidio del figlio Samuele, di tre anni (pena ridotta a 16 anni dalla corte d’Assise Appello di Torino e confermata poi in Cassazione). Alcune inchieste di Longarini, nella prima metà degli anni ’90, portarono in carcere l’attuale presidente della Regione Valle d’ Aosta, Augusto Rollandin (carica che aveva ricoperto anche all’epoca); i fascicoli riguardavano in particolare il voto di scambio, l’illecita concessione di contributi regionali ad aziende di autotrasporto pubblico, la partecipazione – in forma occulta – del governatore al capitale azionario di una di queste società. Pasquale Longarini è diventato procuratore capo facente funzioni il 13 dicembre scorso, dopo il passaggio al vertice della procura di Novara di Marilinda Mineccia. Ad Aosta lavora ininterrottamente dai primi anni ’90, quando ricoprì incarichi anche in pretura.