La corsa a perdifiato dei ragazzi dal piazzale antistante l’Atlantico fino all’ingresso principale è quanto di più emozionante si è potuto vedere sabato sera prima della tappa romana di Semplicemente Cristina. Ragazzi, ma non solo. Anche mamme e papà con figlioletti in braccio e 12enni che stanno scoprendo solo ora l’artista che accompagna con le sue sigle intere generazioni. L’incontro con Cristina D’Avena avvenuto prima delle prove, il suo sorriso e la sua energia pronte a essere scaricate sul palco insieme alla DBDays Band e al coro Voices of Heaven. All’ingresso del camerino, la prima sorpresa: una bambina piccolissima la abbraccia e le chiede un autografo

Cristina, stupore ma anche gioia. Non solo è seguitissima dal pubblico anni 80 ma anche dai piccoli di oggi.

Beh, ora c’è Doraemon, il gatto robot che fa innamorare i bambini. È facile fare presa su chi ha avuto un fratello o una sorella pronti a fare ascoltare i miei dischi in casa. Ma anche chi non ha avuto questa fortuna va comunque alla ricerca dei brani del passato. E si appassiona a tal punto da conoscere tutti i pezzi.

Si aspettava ancora oggi tutto questo riscontro?

Considerando che sono ancora attiva musicalmente, sento addosso una forte energia. Forse all’inizio non avevo la consapevolezza di riuscire a conquistare anche le nuove leve. Ora spero di continuare a cantare per loro e di accompagnare chi mi ha sempre sostenuta

Una carriera iniziata con il Valzer del moscerino, a soli tre anni. Mai nessuno è stato così tanto sulle scene.

Quella fu la mia primissima apparizione sul palco dello Zecchino d’Oro. Quest’anno festeggio, invece, trentacinque anni di sigle. Iniziai nel 1981 con Bambino Pinocchio. E sono ancora qui!

Da Pinocchio a Doraemon. Dai 45 giri agli mp3. Eppure pochi anni fa un suo fan acquistò su Ebay un cd per più di tremila euro. Che effetto le fece?

Fu un’emozione incredibile. Mi ha fatto capire quanto la musica sia importante per i miei fan, quanto siano legati al supporto fisico. I collezionisti di musica sono unici. Alle volte mi trovo a firmare dei vinili o dei cd che non ho neanche io. Loro sono veri appassionati e riescono a trovare qualsiasi cosa!

Lo Zecchino d’oro è ancora in vita. Ma è lontano anni luce da quello che la vide protagonista. Cosa è cambiato?

Ci sono state delle dinamiche che non conosco. Sicuramente la mancanza di Cino Tortorella (sia nei panni del Mago Zurlì che… nei suoi) e soprattutto di Topo Gigio ha allontanato molta gente dal piccolo schermo. È vero, i tempi sono cambiati e con loro le generazioni. Ma quei simboli davano all’appuntamento con l’Antoniano un clima di calore e familiarità che ora non c’è più. È giusto lasciare spazio ai giovani conduttori ma forse il pubblico avrebbe bisogno di vedere anche delle facce conosciute. Anch’io condussi lo Zecchino negli anni 90. Poi non fui più chiamata. Un po’ ci rimasi male, lo confesso

Il rapporto con i Gem Boy. Come è riuscita a trasformare una presa in giro in una collaborazione proficua per entrambi?

Li ho incontrati in un autogrill per caso. Devo essere sincera: quando ascoltai Ammazza Cristina ci rimasi molto male. Mi hanno chiesto scusa e abbiamo iniziato a fare serate e tour insieme

La sigla alla quale è più legata?

Licia, assolutamente!

Semplicemente Cristina, ma non è da sola sul palco. Come nasce questo titolo?

Il termine “semplicemente” è quello che scatta alla prima nota di ogni brano dei cartoni animati. Semplicemente… io con tutto il pubblico pronti a cantare e a tornare all’infanzia. Per stare bene, tutti insieme.