Laura, 18 anni, come mai riprodurre un brano di Tenco?
La mia insegnante di canto, Clara, mi ha parlato di questo artista italiano che non conoscevo qualche giorno fa, invitandomi ad ascoltarlo perché secondo lei, avevamo una storia comune e che sarebbe stato bello provare a vedere cosa usciva fuori da un confronto musicale. Mi ha raccontato del suicidio al festival di Sanremo nel 1967, una storia molto drammatica, ma anche del forte senso di rivalsa contenuto in uno dei suoi brani di maggior successo, “Ciao amore, ciao”.
ʺIn un mondo di luci sentirsi nessunoʺ è la frase che mi ha colpito di più di questo testo perché mi rispecchia: è esattamente così che mi sono sentita la prima volta che sono arrivata a Roma da Valencia, la mia città. Abituata al mio microcosmo ovattato, di fronte ad una metropoli di quasi 3 milioni di abitanti, ho avvertito un senso di solitudine incredibile, lo stesso che mi accompagna ancora oggi che sono trascorsi 5 mesi dal trasferimento dalla Spagna.

Cosa le piace di questo cantante?
Sicuramente apprezzo la coerenza della scelta artistica e la vena malinconica in cui mi ritrovo molto, e la scrittura che lascia sfogo al coraggio di una poesia che oggi alla musica manca tanto.

Dove potremmo sentirla?
C’è un progetto discografico del quale però non posso anticipare ancora nulla. Sarà una sorpresa!

Quanti brani interpreterà?
Ancora non sono stati decisi i brani, però in cantiere ci sono tantissimi inediti.

Cosa le piace fare nella vita?
Io canto e studio ma studiare non piace a nessuno, quindi mi piace solo cantare!

Cosa fa per rilassarsi?
Compongo canzoni. Con le parole, a voce, non sono brava a spiegare cosa mi succede, soprattutto a livello emotivo, ma con la musica, anche quando canto in spagnolo, mi rendo conto dalle reazioni che provoco in chi mi ascolta, che arrivo dritta al cuore.

Cosa le piace di più della musica?
Non c’è niente che ami fare più della musica e l’aspetto che apprezzo maggiormente è l’opportunità che mi offre di entrare in sintonia con le persone, di fargli vibrare le corde dell’anima.

Da quanto ha iniziato a cantare?
Dal 2010, sono 7 anni. Ma ho cominciato a comporre brani fin da piccolissima. Il fatto di avere due genitori sordi probabilmente mi ha spinto a trovare sempre le parole giuste e ad attribuirgli un valore ancora più intrinseco. L’esperienza delle emozioni ha fatto il resto.

Cosa suona lei?
La chitarra.

Quanto ha studiato?
Dal 2008, da quando avevo 9 anni ad oggi non ho mai smesso. Sono una cantautrice solista che non ha mai fatto parte di band, e tutto quello che ha imparato, tranne delle piccole parentesi, è frutto del mio impegno di autodidatta. Ricordo ancora la mia prima volta in radio a Valencia, ero spaventatissima e l’emozione mi impedì di esibirmi. Oggi invece guardare il pubblico e sentirlo mi dà la scossa per fare sempre meglio.

Cosa fa di bello nella vita?
Amo viaggiare. E poi, siccome conosco la LIS, mi sono iscritta ad un programma estivo per fare volontariato con i bambini sordi.

Quali studi sta portando avanti?
A Roma frequento l’Istituto professionale Luigi Einaudi, una prosecuzione degli studi intrapresi a Valencia. E’ una mia caratteristica: quando inizio qualcosa la porto a termine.

Cosa ama delle canzoni e dei brani musicali?
Mi piace che mi trasmettano qualcosa, mi piace sentire, oltre le parole.

Cosa odia del mercato musicale?
Non apprezzo il fatto che la musica sia in secondo piano rispetto al resto, che arrivi prima il personaggio, perché è più commerciale, e non ciò che ha da dire.

C’è qualcosa che sogna di fare?
Lo so è banale ma la cantante di successo! Certo, anche finire la scuola e trovare un lavoro che mi piaccia, sarebbe un bel traguardo.

E Sanremo, fa per lei?
Mi vorrei augurare di sì, perché precludersi delle possibilità? In Spagna non esistono manifestazioni canore come Sanremo, e per me sarebbe la vetrina ideale per potere dimostrare finalmente tutto il mio talento.

Cosa le chiedono i suoi fan?
Ancora non ritengo di essere così famosa da avere dei fan ma tra gli amici ho moltissimi follower che mi seguono e mi chiedono di non smettere mai di cantare. Per il momento, li accontento!

Cosa fate a scuola?
Innanzitutto la scuola mi ha dato questa straordinaria opportunità di continuare a coltivare la passione per la musica a livello professionale usufruendo di una borsa di studio per il canto presso L’Arte nel Cuore di Daniela Alleruzzo. Si tratta di un’accademia di spettacolo, unica al mondo, che forma professionalmente ragazzi disabili e normodotati nelle varie discipline artistiche, dalla danza alla recitazione.

Si racconti in 5 righe, dica a tutti come è fatta.
Un Simba con le aspirazioni da leonessa. Dolce, sensibile, emotiva ma con la grinta giusta per affrontare la vita in tutte le sue sfumature, insomma una che quando cade si rialza sempre. Sono una persona altruista, mi dò senza riserve, ma sono anche molto permalosa, mi arrabbio facilmente; amo stare in compagnia di gente diversa e non voglio piacere a tutti, ma restare sempre fedele a me stessa.

Un buon motivo per comprare il suo disco.
Non è ancora uscito ma per chi è curioso di conoscermi attraverso i miei brani potrà farlo, visto che è un album interamente cantautorale.

Come si chiama il suo disco?
Il titolo è ancora in fase embrionale, stiamo cercando di capire la direzione artistica che si vuole prendere.

Dove la vedremo suonare?
Dal vivo, per cominciare il 23 giugno al teatro Brancaccio. Vi aspetto!