Andrea Chiodi, cosa vuol dire per lei fare della buona letteratura?
Non è semplice, considerato quanto siano soggettivi i gusti della gente, dare una definizione esatta di buona letteratura. Per quel che mi riguarda, fare buona letteratura significa riuscire a coinvolgere il lettore e donargli una sensazione di arricchimento nel momento stesso in cui termina di leggere un’opera letteraria.

Cosa è per lei leggere?
Uno dei migliori antidoti contro lo stress. Il modo più semplice per compiere mirabolanti viaggi ed entusiasmanti avventure.

Lei ha già scritto libri, c’è li può nominare con gli editori?
Ho pubblicato due libri: “L’amore e il calcio ai tempi di Holly e Benji” e “Tutta colpa del ciclismo”, pubblicati entrambi con Nulla Die Edizioni.

Cosa vuol dire per lei vivere bene?
Possedere la giusta serenità per affrontare i problemi che la vita ci riserva.

Che significato ha per lei la vita?
La vita è un dono meraviglioso che dev’essere assaporato nelle giuste dosi, senza troppi eccessi ma con qualche concessione alla follia.

E la lettura?
Un mondo astratto ricco di concretezza. Un luogo sicuro in cui rifugiarsi.

Il suo libro da bambini preferito?
Le avventure di Pinocchio

Le piacciono i neonati, ha bimbi?
Ho un bambino di sei anni e quando vedo un neonato ripenso ai primi momenti in cui tenevo mio figlio tra le braccia. E mi intenerisco.

Cosa le piace fare di più?
Giocare con mio figlio.

Che interessi ha? Quali hobby?
Leggere e scrivere.

Cosa significa per lei addormentarsi con un libro in mano? Le da’ di romantico?
Ad essere sinceri non ci trovo nulla di romantico. Se mi addormento con un libro in mano significa che ciò che sto leggendo non è molto emozionante. I libri migliori che ho letto mi alleggerivano le palpebre.

Le piace il giornalismo?
Mi piace il giornalismo d’inchiesta e quello sportivo, non mi piace il giornalismo politico.

Le piace il giornalismo contemporaneo?
Solo se mi dà l’impressione di essere realmente libero e non condizionato da una linea editoriale.
Cosa legge?
Soprattutto romanzi. Mi piace molto Stephen King. E poi son trent’anni che leggo regolarmente la Gazzetta dello sport, la prima copia l’ho acquistata quando avevo soltanto dieci anni, costava 900 lire.

Le piacciono le riviste di gossip?
No.

L’ultimo libro letto?
“Conclave” di Robert Harris.

Le parole in film, i film, le piacciono? Quali film vede?
I film mi piacciono, anche se preferisco leggere. Ultimamente vado al cinema con mio figlio e quindi sto guardando (e apprezzando) molti cartoni animati.

I suoi progetti veri.
Scrivere altri libri.

Quale è il suo talento?
Non credo di averne uno.

Cosa le piace fare la sera per rilassarsi?
Giocare con mio figlio, scrivere e leggere. Per tutto il resto c’è mia moglie…
Il suo prossimo libro.
Un libro in cui il protagonista è un serial killer. Ma non sarà esattamente un thriller.

More o lamponi?
More e lamponi.

Dove si possono trovare i suoi libri?
Nelle maggiori store on Line che si occupano di libri, sul sito della casa editrice Nulla Die oppure richiedendolo in libreria.

Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Hai paura di invecchiare? No, è una cosa che mi affascina.

Di che parla L’amore è il calcio ai tempi di Holly e Benji?
È la storia di un giovane calciatore dotato di un talento calcistico fuori dal comune ma con un carattere troppo egocentrico e vittimista che lo porterà a prendere decisioni sbagliate nel corso della sua vita. Il finale, dai forti contorni noir, ha sorpreso tutti i miei lettori.
Di che si occupa di bello lei oltre a scrivere?
Faccio il magazziniere in un’azienda che si occupa di vendita al dettaglio di scarpe.

Ci racconta la trama dell’altro libro e ci ricorda il suo titolo?
“Tutta colpa del ciclismo” racconta le vicende di due fratelli gemelli che, per un curioso caso del destino, sono nati, durante la notte di capodanno, in anni diversi. Questa differenza anagrafica, apparentemente insignificante, condizionerà pesantemente le vite dei due protagonisti, inizialmente nel ciclismo, sport che entrambi praticano e poi nella vita di tutti i giorni.

Cosa farà domani?
Domani mi alzo presto, leggo la Gazzetta e poi, dopo aver fatto colazione, mi reco al lavoro.

Studia ancora? Cosa ha studiato lei?
Nella mia vita ho studiato poco. Non sono andato oltre la scuola dell’obbligo. Se nella vita ho un rimpianto è proprio quello di non aver proseguito con gli studi.