Cade, da pronostico, ma l’Italia che cede al Galles (3 mete a una) per un’ora ha fatto sognare: matura, ordinata, con la mentalità vincente di chi guarda in faccia l’avversario e lo sfida con classe, qualità, ordine, intensità agonistica e sul piano del fisico e della compattezza di squadra. Uno spettacolo per gli occhi e per il cuore di chi ama il rugby. Poi, però, alla lunga il più forte ha avuto il sopravvento. Prima del saluto ufficiale di Mattarella (prima volta di un presidente della Repubblica al Sei Nazioni) incurante della pioggia incessante e senza un ombrello, la triste notizia della morte di un volontario Fir all’esterno dello stadio per un malore. Pronti, via e l’Italia parte con una difesa avanzante molto aggressiva, mettendo una grandissima pressione sui portartori di palla gallesi. Eccezionale tensione agonistica degli azzurri, che placcano come furie a getto continuo, provano a ripartire usando sia il piede di Canna sia la grande capacità del pack di ripartire ovale in mano. Funziona la mischia azzurra (6 vinte su 7 nei primi 40′) e le azioni prolungate dei gallesi non portano a nulla perché gli azzurri mantengono un ordine e una concentrazione eccezionale: i gallesi non sfondano (esemplare un salvataggio di Lovotti dopo un’azione di 12 fasi a due metri dalla linea di meta) e non passa con le aperture al piede (Canna bravissimo su Lian Williams lanciato da Biggar). Il Galles guadagna due calci: Halfpenny sbaglia il piazzato da metà campo, poi Biggar decide di andare in touche puntando al bersaglio grosso. Ma non va. E alla fine, dopo 20 minuti d’assedio gallese, l’Italia fa assaggiare agli ospiti anche un bel po’ di fase difensiva. Ci provano, gli azzurri, e lo fanno con tantissima qualità, trascinati da un Parisse stratosferico, che guida una squadra che si esprime al di sopra degli standard a cui eravamo abituati. Il Galles va in apnea, si salva due volte a tre metri dalla linea di metà riuscendo a riemergere, ma dopo aver evitato il crac al 26′ al termine di un’azione bellissima alla mano Parisse-Gori-Canna-Parisse-Cittadini, capitola al 29′ con un passaggio no look straordinario di Parisse che lancia Steyn. Mischione sulla linea di meta e Gori arriva a schiacciare con l’aiuto di Cittadini. Canna trasforma ed è 7-0. E se la furiosa reazione gallese si traduce col piazzato del 7-3 di Halfpenny al 36′, il finale è ancora di marca azzurra, con Parisse prima e McLean poi fermati nei 5 metri gallesi dopo aver bucato una linea sempre più tremebonda, quando la meta italiana per il 12-3 sembrava fatta.
Nella ripresa il Galles dà la chiara percezione di essere mortificato dall’incapacità di passare. E così inizia incaponendosi nel tentativo di sfondare la difesa azzurra. Che all’inizio tiene. E ruba palla (con Gori, con Parisse, con McLean). Ma alla lunga il fallo arriva (Gega in ruck) e permette al 6′ ad Halfpenny di calciare per il 7-6. E un placcaggio pericoloso di Steyn al 12′ permette ancora dalla piazzola ad Halfpenny di portare in vantaggio i Dragoni calciando da 44 metri: 7-9. E’ il momento più duro, gli azzurri commettono errori gravi, mostrando una crepa psicologica preoccupante. Un placcaggio in ritardo di Parisse costa al 16′ il quarto piazzato di Halfpenny, spostato a destra e da 30 metri: 7-12. E al 18′ grazie a ben tre placcaggi rotti i rossi arrivano in un amen dalla propria metà campo alla linea di meta con Webb che va a schiacciare, ma con un grande gesto tecnico Furno salva mettendo la palla sotto l’ovale. L’Italia è chiamata a soffrire tremendamente. Discussioni infinite con l’arbitro Doyle fiscalissimo e la palla che non esce dai 22 metri azzurri. Arriva il giallo a Lovotti per ripetuti crolli in mischia e sugli sviluppi del raggruppamento seguente, al 22′, la palla viaggia da sinistra a destra velocemente fino ad arrivare a Jonathan Davies che schiaccia, Halfpenny trasforma per il 7-19. La reazione azzurra è generosa, ma meno ordinata rispetto al primo tempo. E fallosa. Una manna per il Galles, che va facilmente in meta ancora al 27′ con l’uomo in più facendo volare la palla fino a sinistra dove Lian Williams schiaccia. Halfpenny trasforma per il 7-26. Lovotti rientra, gli azzurri col cuore provano a risalire la china e si piazzano nei 22 avversari, ma ormai più che fisicamente la sensazione è che a cedere sia stata la testa. Due folate di Bisegni e Campagnaro fanno esplodere l’Olimpico vanamente, perché con l’Italia tutta sbilanciata, con praterie infinite a disposizione dei rivali, al 38′ arriva la lunga fuga di North per la terza meta gallese. Halfpenny trasforma per il 7-33. Il Galles punta a portare la quarta meta per il punto di bonus, ma Lian Williasm si fa sfuggire l’ovale al momento di schiacciare. Finisce così, con un’Italia bellissima per un’ora. Si riparte da lì. Sabato arriva l’Irlanda che avrà voglia di riscattare la sconfitta con la Scozia.