«Grazie alla moneta unica abbiamo creato legami che sono sopravvissuti alla peggiore crisi economica del dopoguerra». Lo ha affermato il presdiente della Bce Mario Draghi in un intervento al Comitato Affari economici e monetari del Parlamento Europeo. Draghi ha ricordato le tappe dell’integrazione europea, fra cui appunto la creazione dell’euro che «ha rappresentato un notevole rafforzamento dell’impegno politico che ci ha tenuto insieme per 60 anni». Anche se – ha ammesso – «oggi è facile sottovalutare questo impegno».

«L’euro è irrevocabile, questo dice il Trattato», ha ribadito ancora una volta il presidente della Bce. Quanto a un’Unione a più velocità, Draghi, dopo aver rilevato che «non è ancora chiaro» che cosa è stato detto a Malta, ha osservato: «È un concetto ancora da sviluppare, una visione appena abbozzata su cui non sono in grado di esprimere alcun commento, almeno al momento».

Il Trattato di Maastricht fu una «decisione coraggiosa» che «segnò “una nuova tappa nel processo dell’integrazione europea”», ha detto ancora Draghi alla vigilia del 25esimo anniversario dello stesso Trattato, ricordando che «con la moneta unica abbiamo forgiato bond che che sono sopravvissuti alla peggiore crisi economia dalla Seconda guerra mondiale». «È facile sottostimare la forza di questo impegno» politico, ha ammonito, «che ci ha tenuto insieme per 60 anni» in «tempi difficili».

«I benefici delle nostra politica» monetaria accomodante «superano chiaramente i potenziali effetti collaterali». e questi «sono meglio affrontati, se necessario, attraverso altre politiche», ha sottolineato ancora il presidente della Bce, rilevando che quanto fatto dalla Bce «è stato chiave nel sostenere la ripresa in corso», anzi, «le nostre misure hanno giocato un ruolo chiave nel preservare la stabilità nell’eurozona, e questo include la stabilità finanziaria».

La «ripresa resistente» con l’aumento negli ultimi due anni del pil procapite del 3% nell’eurozona, il sentimento economico al top da 5 anni e la disoccupazione al 9,6%, il livello più basso da maggio 2009, «sono passi nella giusta direzione ma sono solo i primi passi», ha detto ancora Draghi, sottolineando che «dobbiamo continuare su questa strada». «Le decisioni di politica monetaria prese in dicembre», ha quindi sottolineato, «sono quelle giuste nel contesto attuale».

«Guardiamo con preoccupazione a annunci di potenziali misure protezionistiche», ha poi affermato Draghi, rispondendo a una domanda sulla possibilità di un ritorno al protezionismo a livello globale. «L’Ue è stata creata sulle basi del libero scambio – dovremo giudicare quando vedremo quello che è stato annunciato».

«La crisi ha dimostrato che questo impegno» per «avanzare sulla strada della convergenza istituzionale ed economica» dell’eurozona «non può essere allentato», è poi il monito lanciato dal presidente della Bce, ricordando che la resistenza dell’eurozona nel 2016 nonostante «una serie di shock negativi» dimostra che «le riforme a livello nazionale ed europeo pagano in termini di crescita economica». Quindi, ha concluso, «non dobbiamo cessare gli forzi per rendere l’Unione economica e monetaria più resistente e prospera, possiamo e dobbiamo affrontare le restanti e ben identificate fragilità a livello nazionale ed europeo».