Salvatore Romeo, ex capo della segreteria politica di Virginia Raggi, è indagato dalla Procura di Roma per concorso in abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta sulle nomine da parte della sindaca. Romeo, a quanto appreso, avrebbe ricevuto un invito a comparire per essere interrogato in settimana dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pm Francesco Dall’Olio.

L’ex capo della segreteria politica della sindaca è lo stesso che sottoscrisse due polizze vita della quali era beneficiaria la Raggi, pur se queste per gli inquirenti non costituiscono circostanza penalmente rilevante.

Nel pomeriggio, ospite di Agorà su RaiTre aveva detto: «Le polizze per la Raggi erano delle forme di investimento, non eccessivamente rischiose, più o meno remunerative. Non c’è nessun indizio su questa cosa».

Romeo ha ammesso poi che si fidava di Raffaele Marra, l’ex responsabile del personale del Campidoglio, attualmente in carcere con l’accusa di corruzione per una vicenda antecedente la giunta Raggi. «Ho lavorato con Marra per tanto tempo – spiega Romeo -. Lui è stato il mio capo dipartimento, aveva dei titoli, veniva dalla Guardia di Finanza. Da quello che sapevo, era una persona a posto. Le cose per cui oggi è accusato sono precedenti al nostro rapporto di conoscenza, dunque non ne sapevo nulla né le immaginavo».

Romeo ha poi aggiunto: «Ho conosciuto Marra nel 2013 e ho lavorato con lui bene per un periodo, producendo qualche risultato. In ragione di questo rapporto fiduciario, l’ho presentato a vari esponenti del Movimento 5 stelle». È pentito di averlo fatto? «Pentito è un eufemismo…».

«Ci stavamo preparando per governare la città, se avessimo vinto le elezioni», ha continuato Romeo parlando del rapporto con la futura sindaca di Roma durante la campagna elettorale. «Non era un progetto mio, di Marra e della Raggi. Era un progetto comune di una squadra, capitana da Virginia Raggi», ha spiegato. Infine ha detto di aver «fatto un passo indietro per evitare ulteriori imbarazzi (alla sindaca, ndr)», riferendosi alle sue dimissioni da capo della segreteria arrivate dopo l’arresto di Marra.