Ha provato a gridare, a chiedere aiuto. Ma nella carrozza vuota, sul treno della linea Milano-Mortara, non c’era nessuno a raccogliere le sue invocazioni. Sola, in balìa di due aggressori, in pieno pomeriggio, pestata a calci e pugni e palpeggiata nelle parti intime. E’ il pomeriggio di terrore di una 15enne, studentessa in un liceo di Milano, pendolare come tante altre sue compagne, picchiata e violentata intorno alle 16 di giovedì poco prima di scendere alla fermata di Vigevano. Lì la ragazza aveva raggiunto la madre in ufficio, ma delle violenze aveva taciuto per tutta la sera.

Poi, però, ieri mattina la 15enne si è sentita male in classe. Giramenti di testa, conati di vomito, dolori e lividi. Ha trovato il coraggio di confidarsi con due compagne. E’ stata accompagnata alla clinica De Marchi di via della Commenda, per le medicazioni e i controlli al Servizio violenze sessuali e domestiche, l’Svsd, della Mangiagalli. E ai poliziotti delle Volanti, allertati alle 21 di venerdì, ha raccontato: “Avevo preso il treno delle 14.42 con una mia compagna, che è scesa ad Abbiategrasso. Dopo, quando ero rimasta sola, ho subito l’aggressione”.

La sedicenne, emerge nel corso dell’audizione protetta, avrebbe avuto in precedenza dei contatti con uno degli aggressori su un social network. Gli investigatori della Squadra Volante e della Polmetro stanno visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza del treno che era partito da Milano alle 14.42 del 9 febbraio.

La studentessa è ricoverata nella clinica pediatrica De Marchi, che fa parte del Policlicnico di Milano. La prognosi è superiore ai 20 giorni. Per le dimissioni il personale clinico non ha ancora stabilito una data precisa, ma si valuterà giorno per giorno, in base alle condizioni della ragazza. La giovane è stata inizialmente accompagnata all’SVSeD (Soccorso violenza sessuale e domestica) della clinica Mangiagalli di Milano, per le prime cure e quindi accompagnata in De Marchi. La prassi, a livello sanitario, è che una prognosi con oltre 20 giorni fa scattare una denuncia d’ufficio alle autorità.

L’SVSeD è un servizio che si aggiunge ai tre pronto soccorso del Policlinico: uno destinato agli adulti, uno pediatrico e uno ostetrico-ginecologico. Accanto all’ostetrico ginecologico si trova l’SVSeD, dove lavorano clinici esperti nel riconoscere violenza sessuale, presunta o reale che sia, e dove vengono accompagnati coloro che, uomini o donne che siano, denunciano una violenza. In uno spazio separato, che tutela la privacy della vittima, viene offerto gratuitamente anche supporto psicologico e legale 365 giorni l’anno 24 ore su 24. Sono 10 i ginecologi interni alla Mangiagalli che prestano servizio all’SVSeD, oltre ad esterni che ruotano e si aggiungono a supporto del personale interno. A questi si aggiungono infermieri formati e psicologi, oltre a volontari che prestano soprattutto assistenza legale. Accanto all’SVSeD, si trova l’associazione Svs Dad (Donna aiuta Donna), che si occupa di promuovere campagne contro la violenza e raccogliere fondi e assistere le vittime

Ovviamente, in casi del genere, tocca a Matteo Salvini dire la sua: «Un gruppo di clandestini ha bloccato oggi per protesta la stazione di Mortara (Pavia), causando disagi a centinaia di persone. Due nordafricani avrebbero invece picchiato e molestato giovedì una ragazza italiana di 15 anni sul treno per Vigevano (Pavia). Basta, ci vogliono le maniere forti con questi balordi! Per quelli che bloccano i treni, un barcone e tutti a casa. Per quelli che violentano, una pillola, ZAC e non lo fanno più!», ha scritto su Facebook il leader della Lega