È morto Massimo Fagioli, neuropsichiatra, scrittore, intellettuale. Era nato a Monte Giberto, in provincia di Ascoli Piceno, il 19 maggio del 1931. E’ stato il fondatore di una scuola di psicanalisi basata sulla lettura dei sogni e il ritorno all’esperienza della nascita. Diceva: “Ho interpretato centomila sogni”.

Laureato in medicina a pieni voti nel 1956, specializzazione in neuropsichiatria, prima esperienze nei manicomi, poi la guida di una comunità terapeutica in Svizzera, l’ingresso nella Società psicanalitica italiana e poi la sua clamorosa espulsione. La svolta alla metà degli anni ’70, quando cominciò a sostenere pubblicamente “che le teorie freudiane sono tutte fregnacce”. E sono gli anni in cui comincia a tenere un seminario all’università di Roma che ebbe un successo incredibile che poi si trasferì a Trastevere. Dal successo sono nate anche una rivista, Il sogno della farfalla, trimestrale di psichiatria e psicoterapia, e una libreria, Amore e psiche, specializzata nella diffusione dei testi di una casa editrice, Nuove edizioni romane, specializzata nella opere di Fagioli, autore di numerosi libri.

La prima ribalta mediatica risale alla metà degli anni Ottanta. All’uscita de Il diavolo in corpo accusano lo psicanalista di aver plagiato il regista Marco Bellocchio. Cinque anni dopo, sempre con Bellocchio, Fagioli firma la sceneggiatura de La condanna: l’accusa, stavolta, è di apologia dello stupro. Nel ’98 Fagioli ha poi realizzato un film tutto suo (regista, sceneggiatore, attore, autore delle musiche), Il cielo della luna. Dal cinema all’architettura. Fagioli ha partecipato alla sistemazione della libreria Amore e Psiche, alla realizzazione di una palazzina, al restyling di una piazza capitolina incentrata su una scultura spiazzante. “E ho all’attivo anche una trentina di appartamenti. Diciamo che per me è un hobby”. E una vita politica sempre all’insegna dell’impegno, sostenitore dell’area di Fausto Bertinotti. “Una persona sana di mente non può non essere di sinistra”. Ma la comparsa di una sua rubrica su Left innescò una catena di dimissioni.