«Pignatone cosa ti ha detto dopo che gli hai inoltrato il suo nominativo (di Marra, ndr)? In ogni caso nella riunione con me, Marra non mi ha mai chiesto se andare in aspettativa o meno. Semplicemente mi ha raccontato i fatti. Io l’ho ascoltato. Perché tu me lo avevi chiesto. Sono rimasto a tua disposizione non sua. E penso che nel gabinetto non possa stare, perché ci eravamo accordati così». È questo un passaggio della chat del 10 agosto 2016 – che l’ANSA ha potuto visionare – tra Luigi Di Maio e la sindaca di Roma Virginia Raggi nella quale i due esponenti M5S parlano del ruolo e del futuro di Raffaele Marra dopo che, all’inizio luglio, quest’ultimo aveva incontrato il vice presidente della Camera.

A Di Maio, si legge ancora nella chat, la sindaca di Roma replica: «Pignatone mi risponderà quanto prima, l’elenco conteneva una prima tranche da 20 nominativi. Stanno effettuando le verifiche». Nella chat compare anche il passaggio contenuto nello smartphone di Marra, attualmente detenuto al Regina Coeli. Di Maio, sempre il 10 agosto, scrive infatti alla Raggi: «Quanto alle ragioni di Marra. Aspettiamo Pignatone. Poi insieme allo staff decidete/decidiamo. Lui non si senta umiliato. È un servitore dello Stato. Sui miei il Movimento fa accertamenti ogni mese. L’importante è non trovare nulla».