All’uscita dal Campidoglio, proponenti e amministrazione ostentano sorrisi e manifestano pubblicamente “soddisfazione” per quella che definiscono una “proposta innovativa”. Il dentro o fuori per lo stadio della Roma fa registrare un nuovo passo avanti nell’iter per la realizzazione dell’impianto. Resta l’incognita dei tempi, con il conto alla rovescia per la chiusura della conferenza dei servizi che incombe (il Comune sta studiando come ottenere una proroga). Ma l’orientamento, dopo il tavolo politico che doveva dare il via libera all’accordo per la riduzione della cubatura, è di segno positivo. Anche se all’appuntamento, deludendo le richieste di chi avrebbe voluto la sua benedizione, non era presente la sindaca Raggi.

Due ore di colloquio: da una parte il vice sindaco Bergamo, il consigliere De Vito, il capogruppo Cinquestelle Ferrara e la consigliera comunale Donatella Iorio. Dall’altra il dg della Roma Baldissoni e il costruttore Parnasi, per presentare la nuova proposta di accordo. “Una revisione del progetto che ha dei caratteri fortemente innovativi”. Così il vice sindaco Bergamo definisce la nuova proposta formulata dai dirigenti della Roma: una revisione del progetto figlia dei tavoli tecnici di questi giorni con l’avvocato Lanzalone al dipartimento di Urbanistica: una revisione che viene definita “dinamica”, in cui i proponenti hanno garantito uno sforzo ulteriore rispetto al taglio (23-25%) della cubatura. Per il parere definitivo però il Campidoglio ha deciso di prendersi altro tempo: “Faremo una valutazione di questa importante novità e ci siamo dati appuntamento per un ulteriore passaggio alla settimana prossima”, spiega Bergamo. Insomma, non c’è ancora il via libera definitivo.

Servirà continuare i tavoli tecnici per limare ulteriormente i dettali della proposta e trovare un accordo (che ancora manca). “Abbiamo cercato di intercettare quelle che erano le esigenze e le visioni della nuova Giunta e crediamo di averlo fatto con successo”, il pensiero del dg romanista Mauro Baldissoni, che al progetto dello stadio è legato profondamente per averlo seguito personalmente dal primo giorno. Ora sarà importante calendarizzare in fretta l’approvazione della Giunta e poi la votazione della variante in Consiglio. Prima del 3 marzo, quando cadrà la deadline per la chiusura della conferenza dei servizi: a meno di uno slittamento che ad oggi la Regione giudica “impossibile”.