Oltre due minuti gli applausi che l’auditorium del Salone Internazionale dell’Archeologia di Firenze ha dedicato a Piero Angela, premiato dal TourismA con il riconoscimento Francovich per la divulgazione scientifica. Per il giornalista e conduttore, che ha ricevuto il premio “per la sua impareggiabile opera”, una folla di fan, anche giovanissimi, che tra selfie e autografi ha potuto scambiare qualche parola con Angela. “Ho ancora le cassette registrate di Superquark – dice uno di loro – e se non ci fossero programmi come i suoi non ci sarebbe la curiosità di studiare cose particolari”. “Per fortuna che c’è il pubblico, ma – ha commentato il conduttore – si dice spesso che i giovani non pensino a niente e ciondolino. Non è vero, perché io li vedo motivati e curiosi”. Ha anche confessato: “Da piccolo mi annoiavo molto quando mi portavano a vedere i musei”.

“Per l’impareggiabile opera di divulgazione nel campo delle scienze storiche e archeologiche e in particolare dell’età medievale ha saputo cogliere risultati fondamentali nella comunicazione al grande pubblico”.

Queste le parole vergate sulla targa, consegnata tra uno scroscio di applausi nell’auditorium del palazzo dei congressi di Firenze, ad un emozionato Piero Angela.

E poi selfie, ancora applausi, abbracci, strette di mano, soprattutto coi più giovani, fino alla fila paziente aspettando l’autografo del proprio idolo, che in questo caso non è una rock star o un attore di Hollywood ma un signore che, come lui stesso ricorda ha “cominciato a fare questo mestiere nel 1952 (in Italia la tv sarebbe comparsa solo due anni dopo) e ancora continuo. E’ importante che ci sia questo affetto perchè la televisione è fatta in questo modo, se non c’è pubblico i programmi o non vanno in onda o vanno in onda in ore tarde. Ecco che da parte del pubblico sento vivo l’interesse per le cose di cui spesso parlo, la scienza, la tecnologia, in questo caso anche l’archeologia. Il pubblico di Firenze poi penso sia particolarmente sensibile a questi temi quindi l’applauso è stato più lungo che altrove”.

Il premio Francovich è stato consegnato dal ministro ai beni e alle attività culturali Dario Franceschini, che dal palco ha poi affermato che “L’Italia deve puntare non sul turismo mordi e fuggi, ma su un turismo sostenibile e di qualità, che non è un turismo di nicchia, perché coinvolge milioni di persone“.