Come accade ad ogni vigilia degli Oscar, è il momento di fare previsioni su chi porterà a casa l’ambita statuetta. Condotta da Jimmy Kimmel, la serata sarà trasmessa in diretta in Italia dalle ore 22.50 su Sky Cinema Oscar HD e in chiaro su TV8.

La La Land, forte delle sue 14 nomination, che rappresentano già un record (avevano fatto lo stesso solo Eva contro Eva e Titanic), è il superfavorito della vigilia, concorre insieme ad altri otto: Arrival di Denis Villeneuve, Barriere, diretto e interpretato da Denzel Washington, La battaglia di Hacksaw Ridge di Mel Gibson, il western Hell or High Water di David Mackenzie, Il diritto di contare, edificante storia di un gruppo di matematiche di colore nell’America delle segregazione razziale, il drammatico Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan, Lion di Garth Davis e Moonlight di Barry Jenkins. Fra questi pare che solo Moonlight abbia qualche possibilità di battere La La Land, l’ipotesi però è remota, lo dice la storia: sia Eva contro Eva che Titanic, forti di quel gran numero di candidature, avevano infatti vinto l’Oscar per il miglior film. Dei venti nomi di attori che hanno ottenuto una nomination nelle categorie interpretative, altrettanto scontate sono le previsioni di vittoria per Emma Stone, migliore attrice protagonista, che canta e balla in La La Land e Casey Affleck per il suo ruolo drammatico in Manchester by the Sea.

La prima non ha valide rivali e l’unica in grado di darle un po’ di filo da torcere potrebbe essere la francese Isabelle Huppert, per Elle. Affleck invece teme la concorrenza di Denzel Washington per la magistrale interpretazione della versione cinematografica del dramma di August Wilson, Barriere. Dopo le polemiche dello scorso anno sugli Oscar troppo bianchi, la rivincita per gli attori afro-americani potrebbe arrivare dai non protagonisti: Mahershala Ali per Moonlight è il favorito fra gli uomini, mentre Viola Davis per Barriere è data vincente fra le donne.

La La Land è il favorito anche per le statuette assegnate dietro la cinepresa. Damien Chazelle potrebbe vincere sia nella categoria miglior regista che in quella per la miglior sceneggiatura e l’unico rivale attendibile è Mel Gibson che ha consegnato un film, La battaglia di Hacksaw Ridge, che racconta la Seconda Guerra Mondiale attraverso le azioni eroiche di un obbiettore di coscienza. Non avrà vita facile Fuocoammare, il toccante film di Gianfranco Rosi sul dramma degli sbarchi a Lampedusa che concorre fra i documentari, ma il regista avverte: “Per favore, non parlate di delusione”.

Gli altri due candidati italiani in corsa sono Alessandro Bertolazzi e Giorgio Gregoriani, candidati per Il trucco del blockbuster della Marvel Suicide Squad. Temono la concorrenza dei truccatori di Star Trek Beyond, ma hanno buone chance di vittoria. Fra i film stranieri le scommesse più alte sono riposte nell’Iraniano The Salesman, il cui regista Asghar Farhadi, ha già annunciato di non essere intenzionato a volare a Los Angeles in aperto contrasto con le politiche migratorie della nuova amministrazione Trump. Il film di Farhadi non è bello come A Separation, il film che gli valse il suo primo Oscar nel 2012, ma c’è da scommettere che Hollywood gli assegnerà la statuetta in una serata che si preannuncia ricca di discorsi contro l’amministrazione del 45mo presidente degli Stati Uniti, forse il meno amato dallo star system hollywoodiano. Scongiurata la pioggia, che le previsioni di inizio settimana davano abbondante ma che ora sembra meno probabile, qualche problema agli organizzatori della cerimonia potrebbe arrivare dalla proteste contro l’amministrazione Trump, la zona intorno al Dolby Theatre è transennata ed i contestatori saranno tenuti lontani ma la polizia è allertata.