«Vado dai Carabinieri ad autodenunciarmi per l’aiuto al suicidio di Fabo». Lo ha annunciato Marco Cappato, dell’associazione Luca Coscioni, con un post sul suo profilo Facebook dopo essere tornato dalla Svizzera dove, ieri, ha accompagnato Dj Fabo in una clinica dove si pratica il suicidio assistito.

«Sarà valutata sotto tutti i profili giuridici, compresa la giurisprudenza della Cedu, in materia di diritti» l’autodenuncia di Marco Cappato che ha accompagnato a morire in Svizzera Dj Fabo. Lo ha spiegato il procuratore di Milano Francesco Greco, precisando anche che il fascicolo verrà assegnato, quando arriverà la denuncia, al pm Tiziana Siciliano, che coordina il pool ‘ambiente, salute e lavorò.

«Ci sono diversi profili che dovranno essere affrontati, compresa la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo in materia di diritti», ha spiegato ai cronisti il procuratore Greco in relazione all’ autodenuncia che l’esponente dei Radicali e tesoriere dell’ associazione Luca Coscioni, come ha annunciato, presenterà nel primo pomeriggio in una caserma dei Carabinieri in centro a Milano. «Per ora, in ogni caso, noi non sappiamo nemmeno per cosa si auto denuncerà», ha aggiunto il procuratore. Cappato ha annunciato ieri che l’autodenuncia dovrebbe riguardare il reato di istigazione o aiuto al suicidio. «Per questo reato – ha chiarito Greco – l’aiuto deve essere portato fino all’atto finale». Il procuratore ha aggiunto che, in ogni caso, si tratterà «di ricostruire i fatti e ciò che è accaduto, è una storia complessa che presenta profili di rilievo sia in termini di principi generali che giuridici, dato che qui c’è una questione di diritto alla vita e alla morte. E non è automatico che venga iscritto nel registro degli indagato». L’autodenuncia di Cappato, una volta presentata ai carabinieri, dovrebbe essere inoltrata in procura sul tavolo del pm Siciliano che si occuperà del caso.