Una utilitaria con a bordo una sola persona, percorre piazza della Costituzione, nei pressi della stazione ferroviaria di San Severo; poi, con il motore acceso, si ferma ed esplode alcuni colpi di pistola contro un automezzo del Reparto prevenzione crimine di Lecce e uno del Reparto mobile della polizia e riprende la corsa. E’ la scena immortalata da una telecamera a circuito chiuso presente nei pressi dell’albergo dove alloggiano i poliziotti del reparto arrivati nei giorni scorsi da Bari per un controllo particolare del territorio dopo l’allarme sulle rapine e gli agguati da parte della criminalità organizzata.

E’ stato il portiere dell’albergo a sentire gli spari e dare l’allarme. I proiettili hanno danneggiato la carrozzeria del furgone in tre punti. Un episodio che riapre la ‘questione sicurezza’ nella cittadina dell’alto Tavoliere: “Colpi di arma da fuoco deliberatamente esplosi contro i mezzi della polizia. Tutto questo mentre la comunità e le istituzioni stanno con forza denunciando il livello insostenibile di presenza e azioni criminali che colpiscono operatori economici della città, avviliscono le possibilità di crescita e mettono a rischio la sicurezza dei cittadini”, accusano i segretari di Cgil Puglia e Silp Puglia, Pino Gesmundo e Raffaele Rampino.

Dello stesso avviso anche il sindaco di San Severo, Francesco Miglio, dopo lo sciopero della fame portato avanti per alcuni giorni al fine di richiamare l’attenzione del governo sulla escalation criminale in città: “Assistiamo preoccupati a questa escalation dei fenomeni criminosi nel nostro territorio. Solo martedì scorso siamo stati rassicurati dal ministro dell’Interno Marco Minniti circa le azioni che saranno presto intraprese e valutate in un tavolo tecnico. Ma la risposta della malavita ci ha lasciato basiti”, spiega Miglio.

“Nei giorni scorsi – racconta il sindaco – i nostri negozi hanno subito altre rapine, questa volta sono state due macellerie a essere prese di mira. Poi un furto nottetempo in un esercizio commerciale a due passi dal Palazzo municipale, quindi un’auto che, non fermandosi ad un posto di blocco, nel darsi alla fuga ha travolto un ragazzo in bicicletta. Insomma San Severo ha paura, San Severo si sente gravemente minacciata e colpita, San Severo ed i suoi cittadini percepiscono che è in atto una vera e propria guerra nei confronti della città, dei suoi abitanti, per la stragrande maggioranza laboriosi ed ossequiosi delle regole del vivere civile, ma soprattutto, dopo questo vile gesto, è in atto una azione pericolosa e strategica contro lo Stato Italiano. Ancora una volta e con forza chiediamo aiuto, chiediamo di non essere lasciati soli, chiediamo che con ogni urgenza vengano avviate azioni incisive ed immediate. Non ci facciamo intimidire, non ci facciamo prendere dallo scoramento, non assistiamo passivamente a questi ultimi eventi, chiedo a tutti di non mollare e ed affrontare tutti insiemi questa emergenza”.

Sull’accaduto sono in corso le indagini della polizia, che saranno coordinate direttamente dal questore, Piernicola Silvis che non esclude che vi sia un nesso tra l’episodio degli spari contro i mezzi della polizia della notte scorsa a San Severo e lo sgombero del Gran Ghetto che si trovava nel territorio comunale, ma al momento propende per l’ipotesi che si sia trattato di una reazione della criminalità locale al rafforzamento dei controlli disposto negli ultimi giorni per frenare l’escalation criminale. I mezzi presi di mira dall’attentatore erano parcheggiati dinanzi ad un albergo dove è ospitato – precisa il questore – personale della polizia che nei giorni scorsi ha operato anche per i servizi di ordine pubblico durante lo sgombero del ghetto e che ora partecipa ai servizi di controllo della residenze in città dove sono stati trasferiti i migranti del ghetto. Ma è probabile – ha aggiunto Silvis – che chi ha sparato abbia preso di mira i mezzi della polizia come ritorsione perchè l’incremento dei controlli ha infastidito molto la criminalità.