Don Rudolf, capo dell’antipedofilia internazionale.

Padre Rudolf, è vero che lei è capo dellantipedofilia internazionale?

Clericale ma, signora, allarghiamo anche il campo.

Come trattiamo i nostri bambini?

Malissimo.

Ma come malissimo? Non vorrei che le nostre signore si arrabbiassero.

Esatto, ma li trattate malissimo comunque, botte e schiaffi.

A casa mia non si usano, ma parlo personalmente. È pedofilo chi picchia.

Esattamente signora, è pedofilo chi picchia. È pedofilo perché stordisce le proprie vittime, tutte minorenni.

Perché li picchiano?

Perché li stordiscono, e li abbattono.

Come si permettono?

Si permettono con la malavita che dilaga. E hanno trattato tutti così, figli, nipoti e pronipoti.

Come li vestono e quanti sono?

160 milioni. Basta uno schiaffo a schiaffo per farli entrare nella pedofilia internazionale. Uno schiaffo e in America vai per 170 anni in carcere. Lo schiaffo è reiterato, e non è mai univoco, ed è collegato a una rete di pedofili.

Vanno in carcere padre Rudolf? A me sembra di no.

Sa cosa succede, che in questo campo si va in carcere all’estero. Perché il pedofilo deve dimenticare dove è nato, e perdere le proprie tracce. Non ha più terra natia. E non perché l’America abbia occupato. Questo è sempre il pedofilo a pensarlo. Fa pensare che l’America ha occupato, ad esempio, e che non abbiamo più  leggi. Niente di meno vero, signora. Perché vede, io ho sede a Roma, ho passaporto americano e tutti quelli che sono con me hanno la stessa, identica, storia. La legge è internazionale, e su questo non si scappa.

Spieghi, spieghi.

Esatto. La legge è internazionale. E su questo non si scappa. E non si scappa perché il pedofilo “deve” perdere le proprie tracce. Tutto il resto, anche quella del carabiniere e del prete di parrocchia, sono tattiche da pedofilo.

Ma, vede, chi reagisce viene rinchiuso in manicomio in loco. Allora lo spieghi lei, che gioco è?

Il gioco è questo. Il gioco è irretirlo al primo schiaffo. E lo schiaffo del pedofilo è studiato. È “a manetta”, si dice in gergo, in gergo carcerario. Vede, lei è educata all’intelligence occidentale, come tutti i non pedofili, signora, come tutti i non pedofili. E se mi schiaffeggia, mi schiaffeggia come una femmina tradita, e non come una pedofia. Il pedofilo schiaffeggia per stordire, per irretire la vittime, renderla inerme e, come un morticino, farci con lei sesso. Ed è una scuola antica.

Non è che padri disperati, per studiare la pedofilia, ci sono cascati dentro? Sembra una storia americana e non italiana o europea, eppure in Italia anche si picchia per stordire, e a ogni madre di buona famiglia è capitato di vedere schiaffi strani in Europa.

Sa, negli anni Ottanta, quando lei è nata, era pieno di pedofili. E voi dite: “Sono americani”. Vi correggo a tutte. Non sono americani, sono da film, e noi non vi abbiamo occupato. Allora voi rispondete: “Prendeteli in America”. E io le ribatto: “Voi li mandate in America perché c’è più spazio.

Parafanghi.

E io parlo con una non pedofila.

Grazie.

E ora che si fa?

Bene, voi vi siete risvegliati intelligence occidentale, loro si sono risvegliati “vendicatori della notte”. E viene da ridere, ma sono tutti guerrieri.

E invece?

E invece sono pedofili.

Ma non crede che le donne e i pensionati siano fin troppo nei guai? Insomma, noi mamme di famiglia ci troviamo di fronte a uno schiaffo scientifico. Ma quale scientifico, insomma, è tutta una follia. E ha ragione lei, è da film.

Lo schiaffo è scientifico e il pensionato e la mamma, la donna, la casalinga, svengono. Io non  svengo, li punto e li metto in galera.

Sa che negli anni Ottanta circolava la storia del padre-pedofilo in galera e della fotocopia a casa marcherata?

Quale storia, signora, questa è una storia vera….

Ma come lo avete permesso?

Svenivate, e andavate a cercare il padre per strada. Svenivano tutti , senza pensare che, solo cinque minuti prima, era arrivata la guardia carceraria ad avvertirvi che il pedofilo era andato in galera. E allora si sono inventati la mascherina. E mamme, preti e brave persone si autoaccusavano, sapendo latentemente che il pedofilo era in galera.

Insomma è una situazione paradossale.

Qualche volta lo facevano morire, e poi il pedofilo, furbo come una volpe, riandava in galera. E veniva sostituito da un amico dei figli, dal capo di governo, dal capo della polizia, che educava il figlio. Questo, furbo come una galera e come un jihadista, usciva di galera e menava talmente tanto il piccolo che, tutta l’educazione che gli era stata impartita – e mai iniettata signora, mai iniettata – finiva in un ictus. Un ictus nella testa del bambino. Un ictus inteso come emorraggia. E le botte ancora si usano.

Insomma, tali personaggi in galera ci dovrebbero rimanere.

Esatto.

E come fagli passare le botte, se questi menano e ci mandano al manicomio?

Sono furbissimi, e bisogna impartire una educazione clandestina, fbi.

Esatto, l’educazione al buon vivere e alla legge, Padre Rudolf, rimane clandestina, perché sembra che questi 140 milioni.

Su miliardi e miliardi di persone.

Esatto, rimanga clandestina. Perché tra svenimenti, e irretimenti, sembra una lotta senza fine.

Siamo miliardi di persone. E ora vi mettete sotto.