America, cosa sta succedendo oggi. Sta succedendo che tutto cambia, e che tutto è in corso. È in corso perché tutto cambia, e tutto procede nel migliore dei modi. Ma siamo nel pieno della Sciaria, e la sciaria vuol dire Sciaria di genti e di popoli, che stanno trasmigrando per trovare un loro posto nel mondo. E Sciaria vuole anche dire che la gente si sta muovendo in circolo per vedere dove poter andare, e scappare dall’Isis e dalla guerra di persona. Sciaria, vuol dire anche sommovimento di popoli, e vuol dire anche sommovimento di genti, che vanno e che vengono e che cercano un loro posto nel mondo. “Resisteremo”, dice Trump, che va alla grande in giro per circoli privati e per congressi a raccontare quella propria, di Sciaria. Dal rapimento della moglie a quello della figlia, che aveva un proprio posto nel mondo, e che ha proprio pochi mesi. Dal rapimento del proprio coniuge a quello del ragazzino che va e che viene nel mondo disperso e contento e fiero di sé, a quello della propria gente che si muove nel mondo e cerca il proprio fardello. Non se la deve essere vista bene, Trump, quando gli hanno rapito la moglie vera, non la sosia, e la hanno portata nei Docs, scoraggiata e stanchissima. Scoraggiata e stanchissima dal lungo lavoro fatto durante la settimana come first lady con il marito, applauditissimo. Dopo Ilary Clinton, siamo tutti repubblicani, e lo siamo veramente, visto gli scandali che sono scoppiati. E sono scoppiati veramente nel mondo civile, inorridito da tutta una serie di false notizie che circolavano sul suo conto. E hanno fatto un passo indietro, questi benpensanti democratici, quando hanno visto il profondo antiihadisto di Donald The Trump, che finalmente è stato capito. Cerchiamo la verità nei disegni dei bambini, in quelli dei grandi, nell’antipedofilia di Padre Rudolf, nell’antipedofilia di tutta la gente perbene che ogni giorno lotta per i propri diritti, e che ogni giorno difende il proprio orticello. Diciamocela tutta, questi orfani dell’informazione la devono pagare. Facciamogliela pagare. In lotta per l’11 settembre.

Mic