Alle 16.30 domani alla Biblioteca di Villa Mercede si parla di bullismo. Tutti invitati. Ecco una criminologa, Eleonora Nocito, che ci potrà parlare di bullismo approfonditamente.

Eleonora Nocito, cosa fa nella vita lei?
Sono Avvocato penalista e criminologa e mi sono ulteriormente perfezionata in Criminologia minorile. Lavoro sia in Roma che in Pesaro. Svolgo numerose conferenze sul tema del bullismo e cyberbullismo nelle scuole incontrando genitori, insegnanti e studenti.

Cosa vuol dire cyberbullismo?
Il cyberbullismo consiste nell’utilizzo del Web, dei social network, di chat, email, sms o di altri strumenti informatici ai fini di molestare, aggredire ed intimorire, anche attraverso la diffusione di video o foto offensivi, una vittima indifesa. La gravità del cyberbullismo è più allarmante del bullismo tradizionale in quanto una sola informazione, sia che si tratti di un sms diffamatorio, di un video imbarazzante su Youtube o di una fotografia su Facebook o Whatsapp viene divulgata presso un pubblico potenzialmente infinito su internet. Così nel cyberbullismo non è indispensabile che l’atto ostile venga ripetuto più volte dallo stesso soggetto, in quanto le informazioni sul web rimangono disponibili per lungo tempo. Inoltre il bullismo online viene perpetrato in qualsiasi luogo e tempo, e quindi, risulta più difficile per la vittima difendersi dagli attacchi e reperire l’autore dell’atto ostile che potrebbe anche essere anonimo.
Cosa dire a un bullo?
Prima di tutto bisognerebbe parlargli delle preoccupazioni che abbiamo nei suoi confronti: criticare il suo comportamento aggressivo ma mai lui come persona, facendogli capire che non lo si identifica con il suo comportamento anzi valorizzando gli aspetti positivi e costruttivi della sua personalità. Ma soprattutto occorrerebbe spiegargli che ognuno ha il diritto di essere diverso, facendogli capire cosa si prova ad essere aggrediti ripetutamente. Riuscire a mettersi al posto delle vittime vuol dire cominciare ad essere empatici e a provare sensi di colpa.
Cosa dire a una vittima?
Innanzitutto occorre rafforzare l’autostima del ragazzo vittima di bullismo e cercare di rassicurarla: subire delle prepotenze non è una sua colpa, non è la sola ad averle subite e a ciò si può porre rimedio. Non bisogna minimizzare l’episodio che ha subito ma neanche drammatizzarlo. In primis, però bisognerebbe lavorare sulla capacità di tenuta del minore, sulla sua “resilienza” ossia la capacità di reagire di fronte alle difficoltà. Sappiamo tutti che viviamo in una società competitiva, a volte si è maltrattati, a volte non si è capiti quindi bisogna iniziare ad avere le spalle larghe fin da quando si è piccoli ed iniziare a relativizzare le stupidaggini che vengono dette sul proprio conto, qualunque sia la situazione.
Chi è il bullo? Si definisce bullo il soggetto che compie violenza in modo intenzionale, ripetuta nel tempo, verso un altro individuo che viene considerato più debole. Il bullo è un ragazzo che non ha empatia, ossia ha delle grosse difficoltà a capire lo stato d’animo altrui, non prova emozioni, se non quelle della vendetta o della rivincita, per cui anche nei confronti della vittima utilizza l’aggressività e la violenza, non avendo una risonanza affettiva adeguata al contesto e alla persona.
Cosa fa un bullo?
Il bullo è un soggetto che può compiere delle prepotenze intenzionali su una vittima indifesa in modo diretto o indiretto. Con riferimento alle prepotenze dirette troviamo il bullismo di tipo fisico o verbale e quindi calci, pugni, schiaffi, offese, insulti; con riferimento a quelle indirette troviamo maldicenze, isolamento, esclusione, diffusione di pettegolezzi e maldicenze sul conto della vittima.
Lei ne ha mai analizzati?
Li ho difesi in qualità di Avvocato. Tra i tanti mi ha colpito il caso di un ragazzo minorenne che è stato imputato per i reati di estorsione e atti persecutori il quale non accettando la fine della relazione con la sua fidanzatina la perseguitava con minacce di ogni tipo sui social network dicendole che se non fosse tornata con lui avrebbe condiviso su tutti i gruppi ai quali era iscritto a Facebook una foto che la ritraeva durante un rapporto orale. La cosa grave è che il ragazzo ha costretto pure la madre della sua ex fidanzatina a consegnargli un assegno di 5.000,00 euro come prezzo per evitare di condividere le foto ose della figlia su tutti i social network
Cosa le piace dei bulli?
Con riferimento ai bulli mi piace la loro carica, magari aggressiva, ma che fa parte della natura umana. Dentro ognuno di noi c’è questa forza vitale che serve per difenderci di fronte alle minacce, alle difficoltà e anche per attaccare quando è indispensabile. Proprio per questo alcuni bulli potrebbero diventare dei veri e propri leader perché hanno dentro di sé una grandissima energia, solo che è male indirizzata. L’aggressività non deve per forza trasformarsi in violenza ma può trasformarsi anche in impegno, grinta, voglia di fare ed anche in creatività. La distinzione tra aggressività, come energia interna, e la violenza è molto importante per sottolineare il valore dell’educazione nel trasformare questa forza vitale, non in devianza o bullismo, ma in delle qualità positive.
Cosa le piace dello studio dei bulli?
Innanzitutto nessuno di noi nasce bullo ma ci sono dei fattori endogeni (disturbi dello sviluppo intervenuti nella prima infanzia o problemi connessi alla personalità del soggetto), fattori familiari, (la qualità del rapporto educativo, le relazioni affettive)o fattori socio-culturali (habitat, al sistema etico di riferimento, alle condizioni di indigenza e/o di emarginazione) che possono aumentare il rischio di devianza. Mi piace studiare come questi fattori possono portare alla devianza e quindi anche al bullismo.
Ha mai scritto libri?
Per ora no, ma sto pensando di scriverne uno. In questi ultimi anni ho fatto numerosi incontri nelle scuole con genitori, insegnanti e soprattutto ragazzi e mi piacerebbe riportare la mia esperienza. Ho realizzato una ricerca sperimentale intitolata “La net-generation e il cyberbullismo” in collaborazione con il Master di II livello in Criminologia e Scienze Forensi dell’Università La Sapienza di Roma che è stata pubblicata nella rivista scientifica dell’Università (Rassegna di Psicoterapie. Ipnosi. Medicina psicosomatica. Psicopatologia Forense, periodico quadrimestrale a carattere scientifico dell’Università di Roma “La Sapienza”​, volume 20 – n. 3, settembre-dicembre 2015,  pp. 7-58)
Dia un appuntamento, il pubblico dove la può incontrare.
Ci vediamo domani 16 marzo alle 17,30 alla Biblioteca Villa Mercede, Roma e domenica 19 marzo alle 16:30 presso la biblioteca San Giovanni di Pesaro per parlare dei pericoli del cyberspazio e del bullismo online.
I suoi prossimi progetti?
In programma ho un tour anticyberbullismo organizzato dal Centro Territoriale di Supporto di Fano che partirà la prossima settimana in Provincia di Pesaro Urbino. Per tutta la settimana incontrerò genitori ed insegnanti di tutta le scuole della Provincia, facendo un’opera di sensibilizzazione e informazione per gli adulti. Poi effettuerò una formazione ai docenti della Provincia di Ancona sul tema del bullismo. E poi tante altre cose bollono in pentola!