Ore 17.30, domani, convegno sui bulli a Villa Mercede. Se ne parla in tutta Roma e in tutto l’hinterland: cosa fanno i bulli, come trattarli, come arginarli, come denunciarli?

Professor Giovanni Farello, della Clinica pediatrica dell’Università dell’Aquila, segretario della Società Italiana Medicina dell’Adolescenzale, si presenti ai nostri lettori, quale è la sua professione?

Pediatra Universitario, con particolare attenzione alle problematiche della crescita all’endocrinologia del soggetto in età evolutiva ed allo sviluppo puberale ed adolescenziale.

Che le piace fare nella vita?L’insegnamento, l’attività professionale in ospedale lascia poco tempo libero che comunque dedico a soddisfare la mia continua curiosità circa le attuali dinamiche sociali che coinvolgono il ragazzo adolescente.

Come mai occuparsi di bullismo?Quello del bullismo è una vera e propria piaga sociale, è un fenomeno di cui si vede solo la punta dell’iceberg, e che rappresenta lo specchio di una società dove il “sistema educativo” è carente ai più diversi livelli.

Quali malattie hanno i bulli, in ordine medico?

Non è corretto parlare di una malattia! Si deve assolutamente evitare di definire “malato” il bullo poiché lo si giustificherebbe nei confronti della società e si darebbe un “alibi” ai genitori.

Cosa fanno alle vittime?

Le azioni portate avanti del “bullo” sono estremamente diverse e spesso sono calibrate sulla vittima; si va dall’estorsione alla violenza finalizzata a se stessa, dall’abuso sessuale alla violenza psicologica.

Dive portali a curare?

Ancora una volta confonde un problema sociale con una malattia e questo non è corretto. Il bullo NON è malato e non deve essere curato. Il bullo è il portato di una società che non funziona, di un sistema educativo che non è in grado di rispondere alle reali esigenza di un soggetto – adolescente – che ha una mente fisiologicamente immatura, Non è il bullo che deve essere curato, ma l’intero sistema educativo, genitori, scuola, mass – media che deve ritornare ad educare!

Cosa fare con un figlio bullo?

Cosa si sarebbe dovuto fare prima! Ed è per questo molto importante diffondere i fattori di rischio che espongono un adolescente a praticare atti di bullismo. E, ancora una volta, tutti gli adolescenti sono a rischio ma lì dove funziona l’educazione difficilmente si diventa “bulli”.

Cosa fare con un figlio vittima?

La vittima del bullismo è conseguenza dell’esistenza del bullo. Non è un gioco di parole ma è evidente che se non esistesse il bullo non esisterebbe la vittima. Peraltro è molto più semplice accorgersi se il proprio figlio è stato vittimizzato piuttosto che accorgersi che il proprio figlio ha messo in atto atti di bullismo. Ci sono segnali precisi quali l’improvviso rifiuto di recarsi a scuola, il ritrovare libri strappati, e accorgersi che il proprio figlio “perde” oggetti troppo spesso.

Come affrontare il problema?

Rispondo alle prossime due domande : Come tutti i problemi sociali è necessario affrontarlo in modo multidisciplinare devono essere presenti tutti i protagonisti: i ragazzi, la scuola, i genitori, i mass – media, così come le forze. Vanno spiegati i perché della fisiologica immaturità del comportamento dell’adolescente e partire da lì per svolgere una reale azione di prevenzione. Le chiedo: ma gli osservatori regionali sul bullismo operanti da oltre 10 anni hanno prodotto qualcosa? E cosa visto che il fenomeno non è affatto in diminuzione?

Come tutelarli? Come parlarne?

I bambini, i ragazzi , gli adolescenti sono il nostro futuro ed è per questo che – a mio avviso – devono essere tutelati, protetti, educati e resi forti per affrontare le sfide del futuro; troppo spesso , invece, vengono visti come disturbatori o – ancora peggio – come “oggetti” che servono per mascherare le insoddisfazione o i fallimenti dei genitori : faccio un esempio sempre più spesso si sente di litigi e risse sul campo di calcio tra genitori. E’ il portato di trasferire le aspettative degli adulti sui bambini, le stesse aspettative che gli adulti non hanno saputo soddisfare. Per esperienza il genitore del bullo difficilmente ammette che il proprio figlio ha avuto comportamenti “curiosi” me è anzi orgoglioso di come spavaldamente affronta la vita.

Ci dia un appuntamento, dove la  possiamo incontrare?

Possiamo volentieri incontrarci presso il nostro ambulatorio, mi farà piacere farle osservare quanto sia gratificante, per chi si occupa di salute, seguire una corretta crescita fisica e intellettuale dei un ragazzo.