Ecco le porte del Carcere di Opera aprirsi, ed ecco le porte del Carcere di Opera raccontare di Al Fathath, la moglie di Bin Laden, di Arafat, di terrorismo arabo. Di come, sorprendentemente, a sparare non furono loro, ma furono i lupi grigi. Ecco, cosa succede, tra i brigatisti, che ci si imbatte nel recruidscsment. Ecco in cosa ci si imbatte. Sono impegnati nei servizi sociali, sono interrogati per bene, e sono sotto scorta. E hanno voglia di raccontare alle nuove generazioni. Hanno un gergo tutto loro che, purtroppo, il mondo ha dimenticato. Ad esempio, il placet dei terroristi significava “allontanarsi dalla zona”, e questo anche un non terrorista lo sapeva. E il gergo era comune, perché la storia era comune, ecco perché. E curiosa, estremamente curiosa per le giovani generazioni perché vera. Ecco perché, perché vera.

Valerio Morucci, ex brigatista, 67 anni, che succede?

Ho fretta di essere intervistato, perché ho un sacco di notizie da dire. Vorrei partire da Moro.

Cosa successe quel pomeriggio?

Le truppe di assalto si unirono a noi e uccisero Moro.

Cosa successe?

Erano in 15, 15 beduini, e uccisero il nostro comandante.

Come mai si chiama comandante?

Perché è il comandante antibrigata.

Chi c’era?

A Fatah. Al Fatah, ecco chi c’era. C’era Al Fatah e c’erano anche altri.

Quanto era alta?

2.03 metri.

E quanto pesava?

198 chili.

Una bestia praticamente. Ci può tratteggiare lei il movimento di Al Fathah?

Certo. È nato nel 1955 a El Alameyn, che anticamente si chiamava Al Fathah, e da una sola personalità: Al Fathah, appunto. E da lei e solo da lei dipendeva. Dipendeva da lei e solo da lei. Ecco da chi dipendeva. E da noi e solo da noi dipendeva.

Perché è stato dimenticato, se è stato dimenticato.

Allora, non è stato proprio dimenticato ma, per la paura, è stato proprio dimenticato.

A sparare fu Faranda, con ogni probabilità. Invece, secondo lei?

Secondo me fu Faranda, ma era AL Fatah. Ecco perché il capo delle Brigate Rosse iventa Farnassca, perché lei non sa il cognome della giornalista e scrive Farnasca sulla pallottola, che è ancora sul crani del Presidente Moro. È uno solo, è una sola l’autore del delitto: Farnasca. L’ho sentito due giorni fa il nome, e l’ho sentito dall’antiterrorismo. Esatto, è Farnasca, il capo delle Brigate Rosse.

Esatto…

Esatto, e non è un missundestandisg storico, c’è una ragione precisa, e la mente non deve fare più tilt. Gioco forza vuole che Farnasca, in realtà, non esiste, ma “esiste”, nel senso che è lui/lei, perché è ermafrodito, a sparare. Ed è Farnasca, è Al Fatah.

Voi parlaste di collegamenti con i lupi grigi che a questo punto sono veri.

E’ esatto. Al Fatah è il capo del Lupi Grigi. Noi lo stavamo processando, come lei sa, ma le Brigate Rosse sono dei gelatai in confronto al terrorismo palestinese.

Non parli di terrorismo palestinese, non crede che ci siano missundestanding?

E invece ne parlo, perché i Lupi Grigi hanno sempre avuto residenza sulla spiaggia di Gaza, quella che tanto voi difendente. Quando si parla di antiterrorismo si illumina una zona del Medioriente, e anche con lei si è illuminata, che è la spiaggia di Gaza, negata a tutti perché da chi se ne intende è vista come un territorio off limits, un territorio inatteso, una zona militare. C’è un peché, perché per 40 anni è stata territorio libero, sede e residenza dei lupi grigi.

Al Quaeda, Shiaria, voi cosa c’entrate.

Le spiego, noi abbiamo la pistola in mano, i lupi grigi o Al Quaeda, come li vuole chiamare, sparano. Ecco cosa fanno, premono il grilletto. Ma sa quanto ci vuole per ammazzare un uomo? Non lo sa, perché non lo ha mai provato. Ma si sa, quanto ci vuole, ci vuole la forza del diavolo. E solo Al Fatah può avere la forza del diavolo.

Che successe, che succede?

Succede che noi fummo talmente tanto spaventati dal colpo di Al Fatah, che chiamammo i carabinieri, e li chiamammo veramente. “Hanno ammazzato il Presidente Moro”, ecco cosa gli dicemmo, perché lo avevano ammazzato veramente. Lo avevano, e non lo avevamo, ammazzato veramente. Ecco cosa successe. Ecco quale è la verità.

E a voi l’ergastolo.

Allora, l’ergastolo in caso di rapimento ce lo hai. Ma i giudici, e venti anni dopo la coscienza popolare, sapevano che a sparare non eravamo stati noi.

E si sono visti collegamenti con la Cia.

E’ una farsasca, ecco perché Farsasca. La Cia gli ci volle per arrivare da Palestina, da Striscia, ecco come si chiama quella zona che era occupata dai lupi grigi, a Roma.

Che tipo di Cia, per fare il passaporto?

Per fingersi capo della Cia e dire “Questi passano”. Lei sa meglio di me che questi personaggi non possono frequentare per davvero “anima viva”.

Io lo so, ma lo spieghi meglio ai suoi lettori.

Ecco, io posso frequentare “anima viva”, eppure sono un brigatista. Al Fatah è il capo dei “brigatisti”, e non può frequentare “Anima viva”. E per “anima viva” si intende anche la formichina. Finalmente ricominciamo a parlare di gente seria.

Ma perché dissero Cia e non Lupi Grigi.

Perché tra loro c’era un infiltrato della Cia Lupi Grigi, ecco cosa era, era un infiltrato nella Cia. Ecco chi era. I terroristi, sta pensando lei, sono quattro. Ed è vero, ma il bello è che sono 4 da ottanta anni. Ecco cosa è, che sono quattro da 80 anni. È questa la verità.

La paura sale, cosa dire ai nostri figli.

“State  a casa”, che i lupi grigi si sono risvegliati, e Al Fatah è viva.

Chi cercò di ucciderla?

Michael Comney, il capo dei servizi americani, perché aveva gettato fango sulla Cia e sul suo lavoro, ecco chi cercò di ucciderla. Lui e lui soltanto, il cacciatore di teste.

Cosa dobbiamo fare?

Arrestare Al Fatah. Ieri è scappata dal carcere di Oklahoma, io sono a Opera, con una bomba.

Come mai le notizie corrono così veloci.?

Bene, vi muovete con gli avatar, e avete le radio dei vostri amici accanto. E nelle radio dei vostri amici c’è anche quella dell’antiterrorismo jung, che spiega veramente cosa sta succedendo. Ci stanno ascoltando cento miliardi di persone, ecco cosa è.

Chi è Laugalagan.

È il nome. Era guardia del corpo di Gheddafi, era guardia del corpo di Arafat, ed era diventato, grazie alla figlia di AL Fatah, un nome su un passaporto. Tutti a cercare Lafgaulogolan, ed ecco che a corpo spigliato, si dice in gergo, si parla di un civile, di parla di un uomo, che alla fine non c’entra niente. Si parla sempre di lui, e il suo nome risuona negli uffici più altolocati. È un gioco di terroristi e non  un gioco del movimento antiterrorismo. È un gioco di “loro”, si dice. Perché è il grido di battaglia degli adepti.

Voi lo eravate?

Ecco, secondo lei sì. Senta, la premessa è che io lo ho l’ergastolo. E, sa, sono considerato l’autore dello sparo. Ma la verità dice altro. E nella sentenza si legge: “Sparo o non sparo, lui ha l’ergastolo”. Anche se riuscissi a dimostrare di non aver sparato, gli anni non cambierebbero. Perché tutti sanno che non sono stato io a sparare. Non ho traccia, e l’occhio americano lo dice, perché in America ci sono stato.

Lo racconti, ha usato l’occhio dell’aeroporto per esserne certo?

Allora, sette anni fa sono andato in America come volontariato nelle carceri, pagandomi da solo il biglietto. Ed era legale, ecco perché ci sono andato.

Ma la gente non ha storto il naso?

Più di uno, più di un civile: hanno commentato: e ora facciamogli anche il viaggio. Perché Lagaulogan è un mistero, perché i viaggi sono doppi. Lagaulogan, alias Ocalan, perché è in quello che cambia il nome, viaggia. E noi facciamo il doppio viaggio. Fui l’unico a essere accettrato a Striscia. Ecco perché Ocalan è completamente innocente, e “noi” lo abbiamo sempre difeso. Perché è una guardia del corpo dell’antiterroristmo, ecco perché. A una ragazza ce la mettono a indagare, il chef Fbi local scopre il trucchetto. Ma ormai Lagaulogan è un nome del terrorismo, e lui cambia nome in Ocalan. Sto dicendo il vero perché “ho” l’ergastolo, e la mia pena, ora mi dite di no…

Invece…?

Invece non cambia. Ecco cosa, che invece non cambia. Allora sa che gioco fu fatto? Lagaulogagan divenne un nome di battaglia, e veniva sempre inquadrato Ocalan, che ci era dentro fino al collo. Infine innocente, ecco come era, era innocente, come lo è sempre stato.

Innocente fino al midollo.

Ma molto inquadrato. Il lupo dei lupi grigi era lui, bisogna fare affidamento a Laugologan in caso di rapimento, e a nessun altro, ecco bisogna fare. “E’” proprio l’uomo che rovinano, perché insieme ad Arafat, capo dell’antiterrorismo generale, gli dà la caccia, ecco cosa succede, che gli dà la caccia. E li caccia da ogni Paese, non noi, ma loro – noi eravamo in Italia, dice lui – sfasando Arafat e diventando quasi il capo. Ecco perché i terroristi lo ricordano, e gli danno la caccia, perché stringi e stringi è stato davvero capo dell’antirapimento e capo dell’antiterrorismo. Il titolo è rimasto sempre ad Arafat, ma è lui che si getta davvero in mare, per salvare i corpi delle persone.

Cosa dobbiamo fare, allora?

Gettatevi in mare, a un livello serio, a un livello umano giocate, giocate, come dice il prete, continuate a giocare, perché salvate centinaia di migliaia di persone. Questa intervista è un gioco, bene, la fa al radiotransisstor come una bambina a livello di gioco. È un gioco per lei e per me. Bene, la verità salta fuori e salva milioni di vite di persone.

Chi è Lagaulogan?

La guardia del corpo di Arafat, e ha 18 anni. Ecco quanti anni ha, ha 18 anni. Ed è il Lupo Grigio. Il suo nome risuona in America perché fa terrore.

Allora tutti pensano a un terrorista…!

Esatto… E invece… Lo vogliono uccidere. Allora nel 1998 interviene il capo della Cia Kill. E uccide i Lupi grigi uno a uno. Erano in quattro davanti alla sua casa. Ed erano lupi grigi. Tutti secchi, tutti secchi dalla Cia Kill. E lui è vivo, il vero lupo, quale lupo spelacchiato, il vero lupo, il vero lupo della steppa, il cacciatore di Arafat, la sua guardia del corpo, lo sparatore di Hamas, il vero eroe. “Caccia il lupo”, “Caccia il lupo”, diventa il grido della Palestina. Insomma, signorina, “cacciamo il lupo”. È ora che la sua mente è liberata, perché Lagaulogan è il suo migliore amico, e lei sta al transistor a verseggiare. E lei mi capisce.

Allora?

Allora è il suo migliore amico, è il migliore amico di tutti, perché è dell’antisequestro. Ecco perché  il suo migliore amico. E se sta al radiotransistor è perché lo vogliono implicare, non lei, ma Al Quaeda. C’è un uomo, di fronte alla sua casa, e tutti noi da Opera lo vediamo, che lo sta aspettando, e carpisce ogni sua mossa. È l’uomo di Lagaulogan che lo doppia, lo doppia come venti anni fa. È il suo uomo

È il figlio di Arafat?

E’ il figlio più figlio che ci possa essere. È il suo amico dell’antisequestro, ne segua le gesta, vedrà che orgoglio.