Nightmare, Sherlock Holmes, Hanny Vanieri, cosa succede?

Sono in galera.

E da quanto?

35 anni.

Come nacque il film?

Con la vita clonata di 23 anni fa e di 27 anni fa, una storia nascosta.

Come fece a uscire?

Feci un buco alla cella alla Papillon, sono proprio quello di Papillon, e uscii dal carcere. I film che escono sono davvero dei film culto, dei film veri che vengono seguiti e straseguiti. Poi, da grandi, si viene a sapere che quei film sono veri.

Quante persone ha ucciso?

Tre, nelle notte, e sono considerato un serial killer.

Ma lei è a Shatter Island, ma si rende conto che quello viene considerato un manicomio criminale?

Giustappunto, volevo parlarne. E volevo parlare di quello che mi è successo durante la guerra. E di quello che mi è successo dopo la guerra, e di quello che vi sta succedendo.

E cosa ci sta succedendo?

Nightmare è vivo. A parte gli scherzi. Lo sanno tutti che Nightamare è vivo, e sta in galera. Ma a parte gli scherzi, quello del film sono io che uccido, so benissimo cosa vi sta succedendo.

E cosa ci sta succedendo?

Siete tutti guerriglieri, fatti apposta per conquistre le terre.

Ma non tutti, sembra la terra dell’impossibile.

Dell’impossibile. Ha detto bene, ma il 90% della gente che frequenta galere e manicomi è addestrato a conquistare territori.

E come lo farebbe?

Sono serial killer non schedati. Sono serial killer perché, per conquistare il territorio, uccidono chi abita nella casa o nella scuola del territorio. Poi, presi dal senso di colpa e dalla ecchimosi che non hanno tenuto in considerazione, e che sono impellenti per davvero, scappano o tendono a prendere il posto sosizzandosi.

Sembra un film dell’orrore, ci faremo un film.

Senta, io vengo dall’horror e anche a me sembra un film dell’orrore. Ma quelli che in questi venti anni hanno ucciso per davvero non sono più in vita, e non perché li abbia uccisi l’occidente, ma perché sono morti da soli.

Persone cattive che hanno ucciso.

Esatto, persone cattive? Ma lei mi sta prendendo in giro. Sono serial killer che si aggirano per le case, e ne sono morti a milioni, perché miliardi sono al mondo. E si aggirano completamente scabrati. E solo un manicomio criminale può accoglierli. Ecco tutto. Pensavano che conquistando territori sarebbero stati vittoriosi, che costruendo o comprando aerei sarebbero stati vittoriosi, invece niente, sono stati clabrati, al primo colpo di coltello.

Questa è nuova, una autodistruzione. Quanto dura un uomo clabrato.

Tre mesi, tre mesi per addormentarsi. E non c’è ospedale che lo tenga. In carcere gira una storia, dell’uomo che aveva ucciso la famiglia che si presentò in un ospedale romano. La prima risposta.

La prima risposta…

Beh, no, l’unica risposta che seppero dare era che era stato bruciato vivo. Bruciato vivo hai tutte altre ecchimosi, ma gli ospedali italiani ci credettero. E ci credettero per davvero. E ci credettero fino in fondo. Signora, basta alzare il coltello verso il proprio figlio per essere clabrato, e clabrato è un termine che si intende. Basta un solo coltello, e si va fuori di testa. È la legge della giungla, che nessuno sa perché i serial killer sono appartenenti a un passato remoto. Si diventa “bruciati”, anche se si è cercato di ammazzare la propria madre di 99 anni, e voglio dire, chiunque direbbero essere a un punto dalla morte. Bene, si può essere brutti, nella vita, o molto grassi, ma vicini e gente conosciuta non ha mai, e dico mai, riconosciuto la vera bruttezza dell’anima, la ver a bruttezza dell’anima.

E sarebbe…. Le accompagno la risposta.

L’assassinio, signora, l’assassinio vero. L’assassinio del tuo vicino di casa, con cui veramente sei cresciuto. Del compagno di giochi di tuo figlio, di tuo figlio che ti è scomodo perché hai l’amante, di tua moglie che vuoi suicidare, che pensa a qualcun altro, che hai l’amante, che vuoi lasciare. Signora, ecco perché i processi sono tutti farsa, perché l’assassino è già morto. Ecco perché, perché l’assassino muore al primo alzare di coltello. Si trasmigra, diventa negro, diventa biondastro, gli si sclabra la pelle. Se sta parlando con un ergastolano in carcere, che è da venti anni in carcere, stia sicura che quell’uomo è innocente. Se lo faccia dire da un esperto. Se lo faccia dire veramente: quell’uomo è innocente perché altrimenti, sarebbe morto.

Lei mi parla della legge di Dios.

Ecco perché le persone di buon senno, che magari sono state vittime di un assassinio, ripetono ad alta voce: “Mai imitati”, perché se sei esperto, e ti metti nello stato d’animo dell’assassino, sei glabrato, e non si può tornare indietro. Queste che lo dicono sono persone “pannose”, e vere psichiatre. Vere psichiatre perché, la psichiatria moderna, ha insegnato come dei pivelli che l’assassino va imitato. Ma quale imitato, nessuno lo ha mai incotrato. E tutte le psichiatre, finte, che ci hanno imitato sono finite suicide. Il 90% di loro ha iniziato psichiatria – ecco cosa contro si batte la persona di senno –  soltanto per impossessarsi della  vita – molto migliore della sua, molto più vervosa, molto più degna di colpi di scena del proprio paziente. Ecco perché il paziente è avvelenato dagli psicofarmaci.

Sembra i teatro degli errori.

È esatto, ma per capirlo bisogna viverlo per davvero. Ecco perché il ragazzo d’oro finisce “in manicomio”, o viene spedito dallo psichiatra. Perché questi ha i mezzi per avvelenarlo, fingersi lui, nel 90% dei casi uccidere i propri cari per prendere casa, e andare ai matti. Mandare ai matti il ragazzo d’oro, con una schizofrenia inventata. E finalmente diventare star. La maggior parte di loro ora, al 2017, è in carcere, ecco dove è.

E cosa succede?

Fingendosi amica degli assassini, protegge i criminali anche se non li ha mai conosciuti, e fa del proprio ufficio una setta. Il suo sguardo, se analizzato da un carcere, è quasi sempre criminale. E quasi sempre un atteggiamento criminale essa ha verso il ragazzo, che viene recluso.

Si passa un brutto periodo con l’allegria.

Con l’allegria, è esatto, ma se l’allegria è altisonante, la psichiatra se ne accorge, e ti reclude con i farmaci. Il brutto periodo è la visione di un assassinio e di una persona glabrata che di  solito è o il padre o il marito.

Racconti una storia.

È proprio quello che sto facendo. Senta questa: una psichiatra di Minneapolis finisce sulle copertine come escort. E prende, impugna, da escort, una falsa laurea in psichiatria perché davvero tutti capisce. E va a finire, da capa escort, a Roma. E a Roma il padre uccide il miglior amante. Che era il più accanito cliente della donna, perché è diventato amante della figlia, che uccide e uccide bambini. Ed è diventato un accanito acquirente della figlia. Insomma, un impiccio di sesso, quale amore, era solo sesso. Uccide questo porco, un finanziere di basso livello mafioso ma che gli aveva fatto un sacco di pubblicità.

Ma questo è un mondo di escort.

È esatto. Tutti si rifiutano di andarci, ma i magnaccia ancora ci vanno, e lo uccide, in poche parole. In tre secondi, appena la linea del cuore è piatta, si glabra e diventa dinosauro, perché si accorge, con la linea cuore, che l’uomo è morto veramente. È un impiegato dell’Acea e…

Ma questo è gossip da carcere.

È esatto, e io sono nightmare davvero. La signora batte in Italia ma è di Minneapolis veramente. È completamente una pazzoide che vuole fare carriera nel mondo delle escort ma deve coprire un omicidio. Per lei ci sono 15 anni di galera, per il padre sono 155 in clausura. A seguire lei dovrebbe avere 155 anni di manicomio criminale. E tutte le foto dei suoi amici, che tutti vedono su Facebook, e quando dico tutti dico i suoi pazienti, cavie amate della Gestapo internazionale,  sono le foto della sua famiglia.

Che non sa bene cosa sta facendo.

Che non sta bene che sta facendo, esatto. Che non sa bene cosa sta facendo e, per questo, è completamente glabra in faccia. A più di un paziente sembra che essa stia facendo volontariato tra i più poveri. Sembra che stia facendo volontariato – perché è molto bella – anche con il marito-compagno, o chi è lo è, che è il magnaccia. E che è il medico di un famoso ospedale del Centro.

Quante persone tiene in cura?

Sette milioni nella sua carriera, e ha 369 sosia. La sua carriera è ancestrale.

Sono rimasta a bocca aperta.

E tiene l’anonimato.

È una storia talmente vera che va coperta.

Allora, è talmente vera, che la dovrebbero tenere in carcere a interrrogarla, sia lui che lei, per dieci anni sui 155, e 155 un uomo lo può vivere, anche un uomo come Muddoch, e stare in galera tranquillamente. Per cavare i pazienti da quello studio.

Cosa hanno dovuto fare?

I parenti hanno dovuto pagare centinaia di euro. Li aveva fabbricati come tutti mostri con medicine “legali”. La sfinge deve colpire questa donna, che pare sia morta di tumore. La storia delle sosia ha fatto storia. E a lei né alle sosia ti puoi avvicinare.

E si incontra il padre?

Si devono avvertire le forze dell’ordine. Per il padre, la figlia ha “conquistato” tutte le case dei pazienti sostituendosi alla figura e alla persona del paziente, e conquistando case.

Ma questa poi.

Esatto. E fa anche pena, perché si prensenta come una ceceno appena sbarcato. E chi ha ancora sale in zucca pensa cosa voglia questa persona che si è sostituita al padre, al fratello o allo zio.

Beh, è esatto.

Bene, lui sta visitando la figlia. Sta visitando la figlia veramente e, secondo la sua visione, “è” a casa della figlia. Ecco che c’è, che è a casa della figlia.

Ma questa poi…

Lui è a casa della figlia, e la cambia ogni giorno da tre settimane. E sono tutti i pazienti della figlia, morta al cimitero.

Cosa ha fatto loro.

Li ha tritolati, ha sparato ai loro parenti, gli ha tritolato il cervello. E stava studiando un modo per prendere loro le maschere. Poi la sera arriva l’amante. Nella sua follia, il padre parla con la figia, e la interroga. Allora, mettiamo che le persone siano tre.

Esatto.

Allora, la figlia è sua filgia, la madre è un robot, e lui è il re.

Eccome no, proprio il re, il re della galera

Ma signora, è esatto.

E perché questa signora per dieci anni ha regnato come psichiatra? Lei mi ha parlato di milioni di pazienti messi sotto la sua cura, e di ospedali su ospedali.

È esatto, è proprio questo il punto. Perché lei rappresentava

Ma è tutta da ridere, e la approfondiamo.

Esatto. Ella rappresentava il potere costituito. Sulle sue tracce ci sono gli States, signorina, e non lei con il cane. Ma sa cosa vuol dire mettere il tritolo sotto il cranio di una persona per arrivare al cervello?

Ma è esatto, è talmente da nightamare che bisogna chiedere a nightmare.

Ecco il perché della presenza della polizia americana. Perché lei “è” americana.

E lui?

Lui è italiano, italoamericano.

E parla con la dottoressa tramite televisore. La dottoressa è morta da 12 mesi e i suoi pazienti sono liberi, liberi davvero, e non hanno mai avuto la testa tritolata. Ma il suo fine era quello di sostituire i pazienti, che erano ridotti a moncherino.

È una bufera mediatica, ed è tutto vero. Io e lei sappiamo che è tutto vero, e che questa persona ha messo  in pericolo milioni di vite in tutto il mondo.

Alla finestra di una, questa minneapolisina, si è affacciata, e lo so io, non lo sa lei, con pasticche avvelenate e tre robot, quanti erano in casa.

Ma cosa ci faceva alla finestra?

Bene, sostituiva le persone. Ecco cosa faceva. I suoi pazienti erano una cittadella da abbattere dopo aver lobotomizzato il cervello e fatto loro proprio, averlo tritolato.

Nightmare, lei ci fa un racconto horror vero.

Averlo tritolato, e si sente la sua felicità se i pazienti sono liberi, averlo mangiato, averlo defecato, averlo digerito, averlo sponsorizzato, averlo

In una parola?

Annientato.

Ora, la situazione è comica.

È horror vacui, e questa dottoressa ha lasciato tutti a bocca aperta.

Esatto. La dottoressa si è presa una lunga vacanza ed è introvabile, perché è morta, causa puntura Texana, puntura Texana che è diventata una schioppettata. E con le creazione di milioni i guerriglieri, signora, veri, signora, veri davvero, è stata giudicata.

È da non crederci.

È da non crederci veramente. Perché è lei signorina a rischiare 10 anni di galera, perché ne sa più degli altri. Ammutolita e ferma a raccontare la storia vera di questa donna. Ahhahah, sono l’uomo più cattivo del mondo.

Non faccia scherzi, facciamoci sentire.

Questi robot sono stati visti davanti alla casa di ciascun paziente dell’americanina, come era chiamata al tempo dell’escortaggio. E il 99 per cento periodico di loro è stato tenuto in cura, per una tristezza, signorina, e non per una depressione, 19 anni. 19 anni in cui dopo la tristezza, per essersi alzato dalla sedia per andarsene e aver finalmente ragionato, che era romanticismo, e non tristezza, si è dovuto risedere. E ognuno di loro è passato attraverso la depressione acuta, la schizofrenia arrischiata, e tutti sappiamo di cosa stiamo parlando, attraverso la follia, attraverso la schizofrenia, attraverso la follia ancora, attraverso al depressione nera, signorina, scriva bene, che sta parlando a 10 milioni di persone. E attraverso ancora la bulimia, il più leggero pesava 120 chili, ma anche 140, perché la bilancia era fallata.

Mio Dio che paura.

Questo Menghele era americano.

E la laurea?

Finta. E lo può scrivere perché di lei non c’è nome, e non ci deve essere memoria. Il capoprimario era…

Era…

Era il padre.

Come fa a saperne così tanto? Racconti le dinamiche che sono interessantissime.

Il padre. Si entra nelle dinamiche del carcere. L’omicidio viene declamato in carcere e solo in carcere, e solo in carcere se ne sa, ne saprete solo questo perché solo questo all’occhio non salta.

Senta questa storia.

La ascolto molto volentieri.

Allora, la ragazza se ne va dallo studio e rirprende vita normale. E inizia ad anallizzare blandamente quello che ha vissuto dentro lo studio, mai pensando a una killer americana, perché essa in carcere non c’è mai stata, ma pensando a una brutta disavventura da cui “era” stata vendicata, e non fintamente. La dottoressa era morta di cancro, così si vociferava, ed era morta, e lei vendicata. Non più fili al cervello, robot strani, tritolazioni.

Bene, la storia l’aveva vendicata.

La ragazza, che era molto preparata, si era preoccupata di disinnescare questa folle, e di non incriminarla. A incriminarla sono io, che la so lunga. E la so lunga veramente. E la so lunga dall’inizio alla fine. La so lunga veramente.

Questo è saperla lunga. Ma manca il padre.

Esatto. La figlia morta di cancro, e completamente glabrata, e il padre che si aggira come un pazzoide nella case che crede di aver conquistato. Ha anche uno zio, finito nel manicomio di Aversa, che tutti i medici si pensano sia italiano, e invece ha un mandato spiccato dagli States perché è sempre stato in manicomio e sempre ci rimarrà, stanotte è stato sorpreso in uno dei letti di una paziente che, dopo questa depressione incantata, è uscita fuori dallo studio libera e felice e a testa alta. Questo personaggio galbrato.

Mio Dio.

È esatto, dal suo più grande scoop è passato a essere il mio più grande scoop

Accidenti me lo ha soffiato. Sembro un ambasciatore, e ambasciator non porta pena, mi ha battuto.

È esatto, il suo è un mero mestiere di scribacchina.

Ci sto, perché sono troppo curiosa.

Allora andiamo avanti.

Il padre come giustifica il fatto che la donna non risponda più al telefono e che non corrisponda ai suoi connotati naturali?

Lui è completamente matto, mi dia retta, è completamente matto. È un pazzoide che ora si trova al posto giusto, sotto analisi, la mia analisi. E si trova sotto analisi perché è un pazzo pilotato.

E altri non potrebbe essere.

È talmente pazzo che è vivo, accanto al passante, accanto al passeggero della metropolitana, accanto al passante della metro, accanto al passante del bus. Lui fa credere, e dice in gran segreto, che la figlia, il figlio paziente “depresso”, signora, “depresso”  sa chi è nell’America vera, nell’America della galera?

Lo dica, che ci stanno mandando tutti al manicomio per una tristezza.

È il killer nel suo ultimo secondo di vita.

Lo spieghi, che siamo tutti orecchie.

Allora, si ammazza, ci si glabra, ci si accascia, e un secondo prima di morire si vede un nero profondo. Si vede veramente. Ecco, quella è la depressione ante omicidium. Ante omicidium. È una sola e una sola depressione. E allora, siamo tutti depressi? Ma no, signorina, perché non siamo tutti assassini, ecco quale è la risposta. Perché, mia cara signora, nessuno è assassino. Le città, le province, gli Stati, sono tutti pieni di polizia, e soprattutto di antiterrorismo. Pensi quando si sono trovati davanti…

Che imbarazzo…

Che imbarazzo, “è” esatto. Pensi quando si sono trovati davanti questa dottoressa appesa ai muri dei palazzi, con quattro o otto robot – è arrivata fino a 13 la sera di Natale, per la tavolata finale – che distribuiva pasticche di veleno ai presenti e cercava di lanciare con uno strano telecomando i robot dentro le case della gente.

Ahahah ma è da ridere.

È esatto. È tutta da ridere. Ed è da ridere davvero ma… se il killer è vicino.

Cosa consiglia lei?

Allora, facciamo la scena: il killer è vicino. Lei lo ha seduto accanto.

Sembra una scena da silenzio degli innocenti.

È una scena da silenzio degli innocenti.

Il killer è vicino. È glabro e mascherato. La sera prima le ha mandato un omuncolo pieno di zeppe che si fingeva con una maschera sua sorella.

Esatto.

La sera stessa è arrivato lui e ha detto: “sono ceceno”. Ma anche un ceceno si spaventerebbe. Sua madre sembra complice, complice di lui, e sembra essere, a questo punto, la madre della dottoressa.

Nel gioco lei chi è?

È la madre della dottoressa, che alla figlia si è sostituita. La figlia è super, e vuole sempre fare sesso con lui.

E che maschera porta?

Una maschera di rinoceronte, che lei si è fatta fare nel suo unico, poverissimo, viaggio in Africa.

Però non mi ha risposto: come mai lui non si chiede dove sia la figlia? A paziente non risponde a nome e per conto suo.

È poco esatto. Tutto è preordinato. E lui non sa che la figlia è morta da dieci anni. E da dieci anni è morta. Perché essa è morta da dieci anni e lui è semi morto, e va a fare il conquistore.

È da silenzio degli innocenti.

E la Cia come deve reagire?

Addormentandolo. Tutto deve procedere tranquillo dentro casa, come se niente fosse. E non un’onda di nervosismo ci deve essere. Perché quello non è un avatar ma è un uomo vero. L’uomo va addormentato e condotto a letto. Alle 8 c’è il cambio. E il cambio consiste nello zio che deve andare a visitare le tenute, mentre il padre vero è via alla ricerca del cugino della signorina, che è andato a ricercare la figlia per i suoi continui viaggi in Thailandia. Stavolta la ha accompagnata ma non sa tornare indietro. Ecco cosa succede.

Senta, è un caso troppo scottante.

Tutti e due devono essere condotti in America, e tutti e due devono essere condotti in galera. Zio, zio e padre. E sono solo tre. E gli verrà spiegata la situazione in carcere. Altrimenti continuano gli stupri. Ecco cosa continua. Continuano gli stupri di queste anime belle. Sedici milioni, sedici milioni di persone più che al sicuro che, una volta ogni tanto, devono sorbirsi questo siparietto. La voce della dottoressa è registrata, e va a vuoto, perché un robot la sta interpretando. Lui ieri pensa di aver ucciso due “robot” ma è stato freddato.  E qui la storia ha fine. Due settimane e li acchiappano. Due settimane per stringere i denti, altrimenti domani è a casa del novantenne per fare la moglie.

La moglie quando è morta?

Due anni fa. Per due settimane egli, loro, saranno in via dei Parioli, da un signore vecchietto. Lo zio nuovo fa la moglie, lui, il padre, fa il figlio, che vive a Torino, e quello che dalla ragazza ha fatto la sorella, là dovrebbe fare il fratello, il fratello che…

Non mi dica che è morto anche lui.

Bene, signorina, lui è morto in guerra. È morto in guerra. 1945.

Come ha fatto a morire?

È morto in guerra, con un aereo. Un aereo molto importante. E lui era il suo commilitone. Lo ha ingrappato nella guerra alla psichiatria e ora è semilibero, l’anno prossimo finirà le sue visite. Ma lui, il padre, è convinto che egli sia…

Che egli sia…?

La figlia.

Mamma mia, che giallo. Grazie per l’intervista.