Isis, le truppe sono schierate a Sud di Mosul. Isis, la questione è grande. Da una cartina che occupava tutto

 

il Medioriente noto, cioè l’Arabia, il Qwait, l’Iraq e infine il Nord Africa, il cerchio si è andato restringendo perché l’unica zona occupata, ora nota, è soltanto quella arabica, quella del Califfato. Ma cosa è successo in tutto questo periodo, come ha potuto permettere l’Onu l’infiltrarsi di truppe alleate così a fondo nei territori. Nessuno sembra essersi accorto di nulla. Eppure essi erano soltanto a 150 chilometri dall’Italia, Paese estraneo per davvero a ogni guerra, la Svizzera del Mediterraneo. Insomma, la presenza dell’Isis viene combattuta da giovani e mani esperte soltanto nel 2009-2011, mentre le forze russe e statunitensi sono concentrate in Siria, Paese limitrofo. Anche Israele e la Palestina sono state del tutto estranee alla guerra. Bene, sono cento miliardi i giovani impegnati nella lotta Isis, e soltanto grazie ai Peshmerga russi sono riusciti a respingere le forze nemiche a Sud e poi nel Califfato. Una guerra che a loro pareva vinta. Insomma, per dirla breve, quella cartina che pochi anni fa, una manciata, girava per i siti, di un Isis arrogante e pieno di sé che invadeva tutta l’Europa, era sorprendentemente una realtà o solo un progetto? Mi dispiace, ma per quanto dura è sembrata la guerra, questa sembrava una realtà, e una chimera. Le forze italiane, per conto nostro, ma insieme a quelle Onu, sono state impegnate in Siria, Iraq e Libia. Arrivati sul posto, si sono accorti che la Primavera Araba eccome se c’era stata, ma che nel Paese erano presenti strani guerriglieri simil isis, che stornavano la popolazione. E tra loro c’era anche più di  qualche europeo. Ecco tutto, gli Isis si stavano veramente impadronendo dei territori. E ci fosse stato Gheddafi, la lotta sarebbe stata verso i rebellios, che le Nazioni Unite a chiusura di un’epoca hanno sempre lasciato fare, ma Gheddafi era morto da un pezzo, e i rebellios inesistenti. Erano neri, e incappucciati, e usavano la guerrigliera Isis come unico comando. Per dirne solo una: avevano la pena di morte, e questo è tutto dire, in un Paese civile. La Libia stessa non la ha, e non l’aveva neanche sotto Gheddafi. Per dirne un’altra, la pena di morte non era neanche con impiccaggione, come ormai non si fa più in nessun posto, ma tramite ghigliottina. Gli italiani sono rimasti quindici giorni ma soltanto arrivati sul suolo libico la situazione era chiara, altrimenti non era chiara affatto. Erano altolocate “truppe ribelli”, non meglio definite. I bambini, anche quelli “siriani”, venivano impiccati. Chi l’avrebbe detto che ci sarebbe stata una proliferazione tale di Isis nel Nord Africa. Le loro cartine sono state tutte zeppe di Isis nel Nord Africa, e piene zeppe di nero qui e lì ripartito. Un neso che stava a significare la presenza Isis sul territorio. Bene, quella presenza era realtà.