1) Monia Manzo, cosa ha messo in scena all’Ambra alla Garbatella? Per quanto sarà in scena “Le metamorfosi o quasi” e di cosa parla?

Il mio spettacolo si chiama “Le metamorfosi o quasi”, diretto, scritto e interpretato da me e dalle attrici Elisa Franchi, Martina Marone e Federica Messere. Lo spettacolo tutto, al femminile parla del microcosmo femminile di quattro amiche storiche, che in verità è poi l’emblema e l’eco di quasi tutte le donne e delle loro fragilità, ma soprattutto delle loro grandi capacità di amare e cambiare pelle ogni volta che la vita le mette davanti ad una scelta. Mimosa è una escort che ha scelto di fare questo mestiere assurdo dopo una grandissima delusione d’amore durante la sua vecchia vita di avvocatessa in carriera. Le sue amiche sono rispettivamente Ginevra una ricca ereditiera, innamorata dei cani e del loro mondo magico, Francesca una perfetta segretaria vittima di tutti gli uomini della sua vita, Isabella invece è l’unica a svolgere un lavoro molto maschile, infatti è una politica di grande successo. Mimosa confessa alle amiche, che vorrebbe smettere un periodo per poter frequentare un uomo che le piace dopo anni e chiede alle tre amiche di sostituirla… Diciamo che non è proprio un caso che le tre donne siano coinvolte dall’intraprendente escort… Le vite delle tre amiche saranno così travolte da nuove storie e le porteranno a prendere delle decisioni, anche sconvolgenti riguardo al loro futuro. Questa storia parla oltre che del mondo femminile anche della bellezza a volte distruttiva dell’amore e di come le nostre esistenze di donne possano essere condizionate. Lo spettacolo fa riflettere, ma anche ridere; credo che la comicità sia un lato indispensabile del mio modo di fare teatro.

2) Cosa le piace fare nella vita?

Adoro viaggiare, conoscere nuove culture, parlo infatti tre lingue straniere. Poi amo la cultura in tutti i suoi aspetti… Mi rilasso con lo sport all’aria aperta oppure lo yoga più dinamico.

3) A che età ha cominciato a studiare?

A 24 anni durante l’università mi iscrissi ad un’accademia privata di teatro. Poi ho fatto molti laboratori e stage con persone importanti.

4) Cosa ama?

Amo raccontare il sociale e l’umanità anche nelle sue piccole cose… Amo la bellezza delle persone. Credo che in ogni essere umano possa esserci qualcosa di costruttivo, basta lavorarci.

5) Cosa odia?

Odio poche cose: l’ipocrisia e le sperequazioni sociali di questo mondo alla deriva…Ho viaggiato molto e purtroppo ho potuto toccare con mano le enormi differenze di stile di vita che ci sono tra persone che abitano anche a un solo km di distanza uno dall’altro: Brasile, India, stati africani e per assurdo alcune città d’Italia.

6) La sua opera preferita?

Il mio riferimento teatrale è più che altro Shakespeare, di cui sono una studiosa, ma se dovessi scegliere direi “La Tempesta”, racchiude tutta la magia della vita e del teatro.

7) Poi, dove la vedremo?

Andrò in scena con uno spettacolo sull’ultima parte della vita di Alda Merini e,del suo grande e ultimo amore il dott. Pierri anche lui grande poeta e uomo di altissimo spessore umano…

8) Ultima domanda, i suoi prossimi progetti?

Sto cercando di realizzare un documentario sui giovani artisti italiani all’estero e spero di poter approdare al cinema dopo averlo trascurato per molti anni. Inoltre inizierò ad insegnare teatro ai bambini: una mia grande passione da sempre.